venerdì 13 settembre 2013
LEGAL BLOGGER: L'estate sta finendo.....Convocazione Assemblea Na...
LEGAL BLOGGER: L'estate sta finendo.....Convocazione Assemblea Na...: www.unaep.com CONVOCAZIONE ASSEMBLEA NAZIONALE *********** A norma dell’art. 11 dello Statuto è convocata l’Assemblea Naz...
giovedì 12 settembre 2013
L'estate sta finendo.....Convocazione Assemblea Nazionale e Convegno Castel Capuano
www.unaep.com
CONVOCAZIONE ASSEMBLEA NAZIONALE
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A norma dell’art. 11 dello Statuto è convocata l’Assemblea Nazionale in Napoli nella biblioteca di Castel Capuano, Via dei Tribunali, che si terrà in prima convocazione il giorno 27 settembre 2013 alle ore 8,00 e, ove non si raggiunga il numero legale, in seconda convocazione il giorno 28 settembre 2013 alle ore 14,00 per deliberare sul seguente Ordine del Giorno:
1) relazione del Presidente uscente;
2) approvazione del bilancio e del rendiconto;
3) elezioni del Presidente, Vice Presidente, Segretario Nazionale, Consiglio Direttivo, Collegio dei Probiviri, Tesoriere e Collegio dei Revisori;
4) elezioni dei Segretari Nazionali e dei Vice Segretari Nazionali dei singoli comparti;
5) implementazione Sezioni Regionali UNAEP;
6) adeguamento trattenuta UNAEP al minimo sindacale;
7) modifiche dello Statuto;
8) presa d’atto Confederazione ANLUI – Associazione Nazionale Legali Università Italiane;
9) definizione delle iniziative da assumere nell'ambito delle strategie di natura sindacale dell'associazione circa il Contratto separato. Collaborazione con altre sigle (es. FLEPAR – Federazione Legali Parastato);
10) varie ed eventuali.
Napoli, 10 settembre 2013
Il Presidente
Avv. Giuseppe Dardo
venerdì 26 luglio 2013
martedì 2 luglio 2013
Dialoghi da "bar" ... i pubblici dipendenti e gli avvocati pubblici. "Chi sono costoro?"
Il tema che sarà oggetto del Convegno del 5 luglio prossimo a Roma, in una sede emblematica - quella del TAR Lazio - ove proprio circa due anni fa era stata emessa la sentenza più nefasta (e per fortuna isolatissima) per la nostra componente dell'Avvocatura, intitolato 'Prospettive di riforma del reato di corruzione- Profili di responsabilita’ degli amministratori e dei dipendenti pubblici', offre lo spunto per alcune considerazioni sul RUOLO dell’Avvocato dipendente, ovvero su quelli che sono gli ELEMENTI DI CERNIERA tra il tema che sarà oggetto del Convegno di Studi sopra detto e l’Avvocatura pubblica.
Una digressione: nel fare colazione al bar, proprio questa mattina, fra un commento sugli acquisti del calcio mercato di Juve e Milan, e un caffè, un gruppetto di persone discuteva (in dialetto...) sul fatto che i dipendenti pubblici in Italia sono troppi, che in momenti di crisi i ranghi andrebbero "sfoltiti" in modo consistente, che sono tutti troppo vecchi (...sic..!), e che, come nel privato, bisognerebbe mandarli in cassa integrazione!
...Ma come? La cassa integrazione la paga lo Stato (come per il settore privato), quindi di che stanno parlando? Se paghi con denaro pubblico un dipendente ... pubblico per stare a casa, tanto vale che lavori. O sbaglio?
In ogni caso mi sono incuriosita ed ho notato varie cose:
1) In Italia dal 2001 il numero di dipendenti pubblici è calato del 4,7 per cento, mentre nel resto d'Europa gli addetti nel pubblico impiego sono cresciuti, soprattutto in Irlanda e in Spagna dove si è registrato un aumento rispettivamente del 36,1 per cento e del 29,6 per cento; altri paesi mostrano incrementi vicini al 10 per cento (Regno Unito 9,5 per cento e Belgio 12,8 per cento); infine, un altro gruppo di paesi mostra un trend crescente ma contenuto (in Francia del 5,1 per cento, in Germania del 2,5 per cento, nei Paesi Bassi del 3,1 per cento). L'Italia, risulta l'unico paese in cui, nei dieci anni considerati, il numero dei dipendenti pubblici si sia ridotto (Rapporto Eurispes e Uil-P.A., intitolato 'Dalla spending review al ritorno del Principe'). Pertanto, il rapporto di impieati nella Pubblica amministrazione ogni mille abitanti risulta essere di 58, mentre in Germania 54 e in Svezia 135...! Quindi, mentre dal 2001 il numero di dipendenti pubblici è calato in Italia, "nel resto d'Europa gli addetti nel pubblico impiego sono cresciuti, soprattutto in Irlanda e in Spagna dove si è registrato un aumento rispettivamente del 36,1% e del 29,6%. Altri paesi mostrano incrementi vicini al 10% (Regno Unito 9,5% e Belgio 12,8%). Infine, un altro gruppo di paesi mostra un trend crescente ma contenuto (in Francia del 5,1%, in Germania del 2,5%, nei Paesi Bassi del 3,1%). Fonte: Il Sole 24 Ore.
2) Quando si parla di dipendenti pubblici, NESSUNO (sottolineo nessuno) MAI rammenta che costoro SUPERANO CONCORSI PUBBLICI per diventare tali (se ci sono concorsi..), a differenza del dipendente privato che trova impiego (se lo trova..) per altri canali (amicizie, parentela, annunci, collocamento, ecc.). Nessuno mai rammenta che il dipendente pubblico è tenuto a lavorare nell'"esclusivo interesse della Nazione", mentre il privato lavoratore nel solo interesse della propria azienda o del proprio datore di lavoro.
3) Sono troppo VECCHI... E' vero. Aggiungo che sono (siamo) destinati a diventarlo sempre di più, dal momento che non ci sono più concorsi per assunzioni (cfr. blocco delle assunzioni), l'età pensionabile slitta sempre più in avanti (..per ora siamo fermi sui 65, ma ... cresceremo..!)
Parliamo di circa 6.000 avvocati dipendenti, a metà strada fra i liberi professionisti e i pubblici dipendenti, in prevalenza poco giovani (età comprese fra i 40 e i 60 anni), che hanno superato al pari dei colleghi libero professionisti l'esame di Stato per l'abilitazione alla professione e, IN PIU' rispetto ai colleghi liberi, hanno superato concorsi pubblici selettivi e duri per poter svolgere la loro professione per una pubblica amministrazione.
Sono professionisti, insomma, e ... non proprio da buttare!
Un parallelo: risulta dall’Archivio Storico del giorno 31/10/1996 su CorSera, che “gli episodi di corruzione sono molto più numerosi di quelli scoperti…Vi è un sistema nel quale la necessità di pagare tangenti per sveltire pratiche o concludere contratti, la dazione di denaro ai funzionari, il finanziamento illecito dei partiti, i fondi neri alle imprese e i redditi illeciti degli amministratori sono spesso assurti a regole generali: è possibile dunque ritenere che i casi scoperti non siano eccezioni, ma parte di una patologia ben più ampia”.
Invece la stampa recente titola: “Consulenze la grande abbuffata”, Fatto Quotidiano, 29/3/2012; “Patto anticorrotti nei Comuni”, Repubblica 23/3/2012; “Corruzione. Dalle mazzette alle cozze pelose”, Repubblica, 22/3/2012; ”Enti locali tra risparmi e rischi di corruzione…”, forumpa 2011.
Allo stesso modo è noto che già 16 anni or sono, con un rapporto di 73 pagine pubblicato dalla Camera dei Deputati, XIII legislatura, i professori Cassese, Pizzorno ed Arcidiacono certificarono che “se l’illegalità è tanto diffusa e la trasparenza così evanescente, parlare di buon governo, corretta amministrazione e certezza del diritto è pura finzione” (Capi I e V del Rapp del 1996); “Le forme di corruzione sono tanto diffuse nei rapporti tra imprese e sfera pubblica che hanno gonfiato la spesa, leso il buon funzionamento del mercato, ostacolato la selezione dei fornitori e dei prodotti migliori. L’entità di questa tassazione impropria, che da ultimo ricade sui cittadini, è di una gravità che sgomenta, danneggia l’economia del Paese perché viola le regole del mercato e limita la concorrenza economica, dilatando la spesa pubblica e il debito pubblico. Per i cittadini diventa una vera e propria tassa aggiuntiva”. Ancora: “i costi diretti e indiretti sono gravi e preoccupanti. I costi diretti sono migliaia di miliardi; i costi indiretti sono peggiori. Essi riguardano la crisi dei partiti, le disfunzioni delle istituzioni, l’indebolimento del patto sociale, l’evasione fiscale (falsificazione di bilanci, costituzione di fondi neri, ecc.) e, soprattutto, l’inefficienza della pubblica amministrazione. Proprio nella P.A. le conseguenze della corruzione sono più gravi perché: - incrina la fiducia dei cittadini; - peggiora i livelli di professionalità perché non conta il merito; - favorisce lo smantellamento degli apparati tecnici per far posto alle consulenze esterne appesantendo i bilanci delle amministrazioni” (è il caso recente dello smantellamento dell’Avvocatura di un Comune: centinaia di costituzioni di nuovi procuratori su cause in corso e, di conseguenza, spese elevatissime); -“induce altra corruzione”.
Concludevano i tre saggi nel 1996, alla pagina 51, § 4.12, che “una delle RAGIONI PRINCIPALI della corruzione è da rinvenirsi nella debolezza dell’Amministrazione, DATA DALL’ASSENZA O DALL’INSUFFICIENZA DEI RUOLI PROFESSIONALI. Il rimedio ipotizzabile è che L’ENTE LOCALE SI DOTI DI PROFESSIONISTI DIPENDENTI, ORGANIZZATI IN CORPI SEPARATI, con uno stato giuridico ed un trattamento economico che consentano di attrarre personale di preparazione adeguata. Non ci si deve illudere di poter acquisire le professionalità necessarie, se non si è poi disposti a pagare il loro prezzo, né che la corruzione abbia termine, finchè le Amministrazioni non abbiano superato questa loro debolezza».
Da recentissimi studi sulle consulenze esterne, ad esempio, è emerso che solo nei contenziosi legali -spesso affidati sempre agli stessi studi- i Comuni spendono milioni di euro, quando i costi per la difesa e consulenza legale attraverso le Avvocature in house sono estremamente contenuti.
Come si vede il tema è attualissimo. Ed è stato certificato da poco dalla Corte dei Conti (“la corruzione, il malaffare e l’illegalità sono ancora molto forti, molto più di come appare. Sono fenomeni notevolmente presenti nel Paese, le cui dimensioni sono di gran lunga superiori a quelle che vengono, spesso faticosamente, alla luce”).
Oggi, con la legge n. 190/2012 recante "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione" e il decreto legislativo n. 33/2013 recante "Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni" sono previste importanti novità per gli enti locali.
In particolare, nel d.lgs 33/13 viene delineata una definizione di trasparenza che si salda all’obiettivo principale che risulta, come più volte ribadito all’interno dello stesso decreto, essere quello dell’accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni.
L’obiettivo della trasparenza risulta altresì funzionale a quello di prevenzione e lotta alla corruzione di cui alla legge 190/2012.
Mi chiedo e vi chiedo provocatoriamente: MA SARA’ SUFFICIENTE STABILIRE PER LEGGE COMPORTAMENTI CHE LA COSCIENZA CIVICA E L’ONESTA’ PERSONALE DOVREBBERO ESSERE SUFFICIENTI A SUGGERIRE?
In un film di Gassman (“In nome del popolo italiano”) l’attore diceva che “la corruzione è l’unico modo per sveltire gli iter e quindi incentivare le iniziative”. Ma qui non stiamo in un film. E l’ironia diviene amara per chi opera con serietà e dedizione all’interno della pubblica amministrazione a presidio della legalità e della giustizia come l’Avvocatura pubblica.
Ecco il punto. QUELLO DEGLI AVVOCATI DIPENDENTI, il corpo di professionisti di cui parlavano i “tre saggi”, È UN COSTANTE IMPEGNO PER LA RICERCA DELLA “QUALITÀ AMMINISTRATIVA” DEI PROVVEDIMENTI POSTI IN ESSERE DAGLI ENTI, IL TUTTO FINALIZZATO AL PERSEGUIMENTO DEL PUBBLICO INTERESSE, E NON IL SEMPLICE INTERESSE DEL PROPRIO CLIENTE.
E’ un percorso di virtuosità ed economicità il ruolo che l’Avvocatura degli enti locali quotidianamente offre agli interlocutori: IL RUOLO DI RIFERIMENTO TECNICO AFFIDABILE, DI SENTINELLA DELLA LEGALITÀ, contribuendo umilmente, ma con professionalità e dedizione, all’ACCRESCIMENTO del funzionamento della giustizia e, mediante l’importante quanto silenziosa opera di consulenza, alla DIMINUZIONE dei fenomeni di corruzione.
Una punta d’orgoglio: DESIDERO EVIDENZIARE CON COLORE ROSSO CHE NESSUN AVVOCATO PUBBLICO, MAI, È STATO COINVOLTO IN DELITTI CONTROLA P.A. (quali la corruzione), COME ACCADUTO TROPPO SPESSO PER ALTRI PROFESSIONISTI DIPENDENTI E AMMINISTRATORI (tecnici in particolare: geometri, ingegneri, architetti, medici, psicologi, ecc.).
Ecco cos’è l’Avvocatura pubblica: il luogo dove il RUOLO si fonde con la PERSONA. Non c’è posto fra noi per il dipendente “8-14”; c’è invece un’Avvocatura proiettata nel futuro, verso la modernizzazione della P.A., ma nel rispetto dei “valori” storici della professione, che si riappropria del suo passato, ovvero delle motivazioni per le quali è “nata”, identiche a quelle dell’Avvocatura di Stato: il bisogno di assicurare alla P.A. il consiglio di “uomini” di legge, avvertito sin da epoca remota.
Rammento che le prime avvocature comunali furono costituite proprio a Bologna (dal 1848 si ha la prima documentazione ufficiale in epoca preunitaria, ma documenti storici individuano Azzone da Bologna come giureconsulto del municipio bolognese già dal 1116), poi Roma nel 1894, e Napoli nel 1889.
“Uomini” (e donne) di legge che prestano la loro opera alle dipendenze di enti pubblici con obbligo assoluto di esclusiva. Non esiste per noi l’intra moenia ed extra moenia. Non esiste la presenza contemporanea in ufficio…e in studio privato.
GIA’ QUESTI ELEMENTI PRESERVANO L’UMANO AGIRE DA TENTAZIONI....
E proprio perché la professione forense è la stessa, qualunque sia l’ente per cui si opera, L’OBIETTIVO NOSTRO È SOSTENERE L’AUTONOMIA E L’INDIPENDENZA DI GIUDIZIO, QUALE CONDIZIONE NECESSARIA PER L’ISCRIZIONE ALL’ELENCO SPECIALE (come sancito da Cass. SU e CNF), CON UNO STATUS UNIFORME, COME ACCADE PER L’AVVOCATURA DELLO STATO, CHE SVOLGE LA NOSTRA STESSA FUNZIONE.
Questo e’ il nostro modo di declinare la “dignità”. come sostenuto dalla commissione dei tre professori nel 1996.
Purtroppo la realtà è diversa.
L’avvocatura pubblica, ad eccezione di quella dello Stato, non possiede uno status giuridico comune all’interno di enti uguali e, a maggior ragione, fra enti diversi; anzi non possiede proprio uno status; né gode di trattamenti economici uniformi, né uniformi collocazioni organizzative nelle macrostrutture degli enti, e neppure contrattuali. SIAMO TUTTI GIURISTI E SAPPIAMO CHE L’ANOMIA GENERA ARBITRIO. E se la vita professionale dell’avvocato rimane in balia della voluntas del singolo amministratore, allora non può parlarsi di giudizio libero, con buona pace per qualsiasi norma in materia di corruzione. Fermo restando l’aggravio qualitativo-quantitativo dovuto ai giudizi instaurati dagli avvocati per riconoscere i loro diritti e da questi vinti a fronte di difese temerarie degli enti.
Questo è stato rappresentato al Ministro della Pubblica Amministrazione e Semplificazione, compentente per le nostre questioni e pure per l’attuazione della trasparenza e anticorruzione.
In particolare oggi, con l’art. 23 della L. forense, siamo un’opera incompiuta. Incompiuta perché molte legislature hanno visto proporre disegni di legge dimenticati, come sanno bene i parlamentari qui presenti (p.di l. Vietti, Cola, Tucci); incompiuta perché tutte le leggi sul pubblico impiego pur prevedendo sezioni separate di contrattazione, sono puntualmente disattese, incompiuta perché anche le più recenti norme (art. 23, appunto, poi art. 54 dlgs 150/2010, modificativo dell’art. 40 dlgs 165/01) prevedono aree di contrattazione separata per particolari professioni, ma rimangono disapplicate.
Consoliamoci pensando che, seppur incompiuta, siamo comunque un’opera. E le opere hanno valore. Lo sanno bene i nostri Enti, non foss’altro per gli effetti benefici sui bilanci che produciamo, certificati dalle Sez Riun Corte Conti, parere n.51 del 4 ottobre scorso.
OSCAR WILDE DISSE CHE “IL SENSO DEL DOVERE È UN’ORRIBILE MALATTIA”…PENSO SIA VERO! E NOI NE SIAMO INSANABILMENTE AFFETTI.
E, seppur controvento, IL NOSTRO SENSO DEL DOVERE CI SPINGE A NON ARRENDERCI, A LOTTARE PER QUEL “RUOLO SEPARATO” CHE RAPPRESENTA IL SOLO BALUARDO DI GARANZIA DELL’AUTONOMIA ED INDIPENDENZA DAL CONDIZIONAMENTO POLITICO DELL’AVVOCATURA, poiché non possiamo consentire che il nostro “cliente”, ancorché nostro “datore di lavoro”, sia parte di un Paese “a civiltà limitata” qual è un Paese che si regge sull’illecito.
IL TUTTO NELLA CONSAPEVOLEZZA CHE UN VERO PIANO EFFICACE CONTRO LA CORRUZIONE DELLA P.A. NON PUÒ PRESCINDERE DALLA CONOSCENZA PROFONDA DELLE SPECIFICHE NORME -giuridiche e di comportamento- CHE L’AVVOCATO DIPENDENTE MATURA, attesa la LAW SATURATED SOCIETY (Rodotà), in cui si opera. I saggi, non la sottoscritta, l’hanno certificato.
E’ dunque tutto in salita. Ma le vie tortuose e difficili sono le più interessanti, almeno consentono di mantenere alta l’attenzione!
E allora si spera che il legislatore, oltre ad averci concesso uno spazio di attenzione, “ASCOLTI ANCHE LE VOCI CHE SEMBRANO INUTILI”, quale quella degli avvocati pubblici, per trasformare una “brutta stagione” in una in cui “speranza e pulizia” tornino a rappresentare il nostro Paese. Proprio le crisi peggiori hanno sempre portato buoni frutti.
Concludo con un pensiero ancora attualissimo di Calamandrei, pur se scritto nel 1940: “nel principio della legalità c’è il riconoscimento della uguale dignità morale di tutti gli uomini, nell’osservanza individuale della legge c’è la garanzia della pace e della libertà di ognuno. Attraverso l’astrattezza della legge, della legge fatta non per un solo caso ma per tutti i casi simili, è dato a tutti noi di sentire nella sorte altrui la nostra stessa sorte”.
Gli avvocati pubblici per avere uguale dignità morale attendono regole che oggi esistono per un solo “caso”. Ci vuole poco a “farla per tutti i casi simili”.
lunedì 17 giugno 2013
Al via la collaborazione fra le "anime" della pubblica Avvocatura - Convegno Roma, 5 luglio 2013
L’AVVOCATO PUBBLICO TRA NORME ANTICORRUZIONE TRASPARENZA ED INTEGRITÀ DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI, GARANZIE COSTITUZIONALI E NUOVO ORDINAMENTO FORENSE
Nel rilancio di garanzie e di potenziamento di legalità che il sistema pubblico–privato nella sua complessità richiede, il ruolo dell’Avvocato pubblico rappresenta il punto di snodo reale e già insito nell’ordinamento di Enti Pubblici, che le recenti norme sull’integrità ed anticorruzione nelle PP.AA., nonché in parallelo quelle specifiche di riforma dell’ordinamento forense conducono a valorizzare.
Da un lato, infatti, la legge 6 novembre 2012, n. 190 reca disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione; dall’altro la legge 31 dicembre 2012 n. 247, di riforma l’ordinamento forense, riordina e pone in evidenza garanzie e prerogative di ruolo per l’Avvocato dipendente di Ente Pubblico, iscritto all’Albo Speciale.
L’avvocato “pubblico” – in virtù della profonda conoscenza delle organizzazioni interne delle Amministrazioni, nonché della posizione di autonomia e stabilità per la trattazione degli affari legali degli Enti - può costituire il più significativo punto di riferimento per i nuovi modelli organizzativi di prevenzione per l’anticorruzione, la trasparenza e l’integrità dell’agire amministrativo. L’obbligo di esclusività del rapporto di lavoro con l’unico Ente pubblico di appartenenza caratterizza in maniera unica la figura dell’Avvocato interno all’Ente, confermandone la posizione di garanzia e la naturale idoneità al ruolo di presidio di legalità nella Pubblica Amministrazione.
La giornata di studio del 5 luglio (che sarà seguita da altri appuntamenti che si terranno l’11 ottobre 2013 a Roma ed il 15 novembre 2013 a Bologna) ha l’obiettivo di sollecitare un confronto tecnico, giuridico e politico–istituzionale, volto ad individuare e delineare, intersecando le previsioni delle predette normative, forme e modalità di piani di prevenzione in materia, per la tutela delle pubbliche amministrazioni.
L’importanza e la delicatezza del tema hanno indotto la Scuola Superiore dell’Avvocatura, Fondazione del Consiglio Nazionale Forense, la FLEPAR – Federazione Legali del Parastato, con l’Associazione Avvocati INPS, l’Associazione Avvocati ex INPDAP e l’Associazione Avvocati INAIL, nell’ambito del protocollo di intesa, in collaborazione con l’UNAEP, un incontro di studio che si svilupperà in due giornate - la prima il 5 luglio e la seconda il giorno 11 ottobre 2013 - che vedrà la partecipazione di autorevoli relatori espressione dell’Avvocatura, della Magistratura, delle Professioni e delle Istituzioni.
§ § §
ASSOCIAZIONE AVVOCATI INAIL
F.LE.PAR.
www.avvocatinail.it
ASSOCIAZIONE NAZIONALE AVVOCATI INPS
aderente F.L.E.PAR. - C.I.S.L. - F.P.S.
Segreteria Generale
Via della Frezza, 17 - 00186 Roma
in collaborazione con F.LE.PAR. Associazione Avvocati ex INPDAP e U.N.A.E.P.
L’AVVOCATO PUBBLICO TRA NORME ANTICORRUZIONE TRASPARENZA ED INTEGRITÀ DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI, GARANZIE COSTITUZIONALI E NUOVO ORDINAMENTO FORENSE
Roma, 5 luglio 2013 dalle ore 14.00 alle ore 18.00
Sala conferenze del TAR Lazio, Via Flaminia n. 189
Saluti
Dott. Calogero Piscitello, Presidente Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio
Avv. Carlo Martuccelli , Scuola Superiore dell’Avvocatura
Avv. Tiziana Cignarelli Avv. Gino Madonia Avv. Piera Messina
Segretario Associazione Avvocati INAIL Segretario Associazione Avvocati INPS Segretario Associazione Avvocati ex INPDAP
Introduce
Avv. Giuseppe Lisi, Segretario Generale F.LE.PAR. – Federazione Legali Enti Parastatali
Modera Avv. Elvira Castellaneta, Avvocatura INAIL
Interventi
Aspetti e riflessi sull’attività della Pubblica Amministrazione
Dott. Luca Palamara, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma
Dott. Carlo Dell’Olio, Consigliere TAR Campania
Dott. Vittorio Raeli, Consigliere Corte dei Conti Puglia
Avv. Massimo Bachetti, Avvocatura dello Stato
Avv. Nino Lo Presti, Consigliere della Giustizia Amministrativa Regione Sicilia
Garanzie e ruolo dell’Avvocatura pubblica
Avv. Antonella Trentini, Dirigente Comune di Bologna - Vice Presidente UNAEP
Avv. Maria Assumma, Avvocatura INPS
Avv. Erminio Capasso, Avvocatura INPS
Avv. Giovanni De Luca, Avvocatura INAIL
Sarà data informazione agli Organi Parlamentari e di Governo competenti in materia del presente seminario, del programma e degli atti che perverranno anticipatamente.
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La partecipazione al seminario è gratuita. Le iscrizioni potranno essere effettuate on line dal sito: www.scuolasuperioreavvocatura.it o via e-mail all’indirizzo di posta elettronica: segreteria@scuolasuperioreavvocatura.it. Ai partecipanti verranno rilasciati n. 4 crediti formativi in materia di deontologia secondo le prescrizioni del Regolamento sulla formazione continua approvato dal Consiglio Nazionale Forense.
Comitato di coordinamento:per Associazione Avvocati I.N.A.I.L.: Avv. Piero Damasco, Avv. Giovanni De Luca, Avv. Roberto De Martino, Avv. Giacinto Grieco, Avv. Giovanni Silingardi; per Scuola Superiore dell’Avvocatura: Avv. Carlo Martuccelli, Avv. Vincenzo Comi
Un mercoledì da .... "D'Alia" (Ministro per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione
-Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici-
Atto costitutivo per notaio Dobici Bertone del 6.10.71 rep. 718018.Cod.fisc.96111300586
Organismo sindacale rappresentativo di categoria. Riconoscimento del Min. Lavoro n.14399/88
CIRCOLARE N. 4 / 2013
AT/ContrSepar/13.6.2013
Oggetto: Incontro con il Ministro D’Alia del 12 giugno 2013
Cari Colleghi,
ieri si è svolto un incontro presso il Ministero per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, con il Ministro On. Avv. Gianpiero D’Alia, incontro promosso dall’On. Avv. Nino Lo Presti, componente il CGA della regione siciliana, a cui ha partecipato il Vice Presidente, avv. Antonella Trentini.
L’impressione è stata ottima e il Ministro davvero ospitale e competente.
L’incontro si è incentrato sulla richiesta di applicazione dell’art. 23 della nuova legge forense, con particolare riferimento al contratto di lavoro degli avvocati dipendenti.
Ha illustrato le peculiarità della categoria - senza trascurare alcun particolare e parlando di UNAEP in modo più che lusinghiero - l’On. Lo Presti, che, si rammenta, è il Presidente onorario dell’UNAEP.
Il Vice Presidente avv. Trentini, vista la completezza delle argomentazioni già svolte dal l’On. Avv. Nino Lo Presti, ha brevemente rimarcato la necessità di portare a sistema ed unitarietà la categoria, troppo variegata a parità di professione svolta, operando sul trattamento giuridico affinché, nel rispetto degli orientamenti giurisprudenziali e normativi, l’autonomia ed indipendenza dell’avvocato pubblico diventino principio positivo nel superiore interesse pubblico e di buona amministrazione (che si traduce nell’economicità ed efficienza che devono caratterizzare l’operato di tutti gli "uffici" pubblici e, in specie, le Avvocature, vista la delicatezza delle questioni trattate).
Il Ministro, nel "tirare le fila", ha riassunto con chirurgica precisione quanto riferitogli. Nella sostanza, ha sconsigliato di puntare a discipline legislative (sul modello della legge dell’Avvocatura di Stato), poiché il passaggio parlamentare, com’è noto, costituisce sempre un percorso irto di insidie ed incerto nei risultati; ha invece suggerito di puntare al "contratto separato", poiché di pertinenza del proprio Ministero.
Egli a quel punto ha invitato a partecipare all’incontro i collaboratori del suo Gabinetto - Cons. Carpani, Cons. Storto, Cons. Naddeo - cui ha assegnato il compito di raccogliere gli elementi (proposte da parte nostra e documenti), per elaborare un testo di "contratto separato" in raccordo con la nostra Associazione.
I collaboratori del Ministro hanno convenuto che la strada dell’area contrattuale separata è la migliore, soprattutto perché la prossima settimana dovrebbe svolgersi un incontro fra il Ministro D’Alia e Ministro dell’Economia per ottenere lo "sblocco" della parte normativa dei contratti collettivi, ad oggi bloccati anche per la parte economica fino a tutto il 2014.
* * *
Nel pomeriggio si è svolto l’incontro congiunto con le altre associazioni rappresentative, in particolare FLEPAR (segretario generale: Tiziana Cignarelli), presente con avvocati sia dell’INPS, dell’ex INPDAP e dell’INAIL, per stabilire il modo di procedere condiviso e compatto.
E’ più che mai di importanza vitale che le varie "avvocature" pubbliche, oggi, facciano fronte comune per ottenere la reale autonomia ed indipendenza dell’avvocatura, affinché non sia solo l’enunciazione di un principio che per essere applicato obbliga il ricorso giudiziale (circoscritto alle parti in causa), ma diventi un punto fermo della nostra professione alle dipendenze della pubblica amministrazione.
In conclusione, qualora venga ottenuta la possibilità di lavorare sulle parti "giuridiche" dei contratti (cioè le parti normative), si procederà nel senso anzidetto.
I prossimi giorni ci vedranno quindi impegnati nell’elaborazione di uno schema di "area separata" da sottoporre al Ministro. Non appena i colleghi di FLEPAR e UNAEP saranno pronti con la "bozza", verrà inviata a tutti i colleghi.
Si rammenta l’importanza anche di partecipare alle occasioni formative di incontro, pur comprendendo che è un grande sacrificio quello di spostarsi, ma è sostanziale essere in tanti.
mercoledì 15 maggio 2013
ANKARA, L'UNIONE NAZIONALE FORENSE TURCA e L'UNIONE NAZIONALE AVVOCATI ENTI PUBBLICI
Il 12 maggio 2013 si è svolto ad Ankara in Turchia un importante evento nazionale organizzato dall'Unione degli ordini nazionali forensi Turchi (il corrispondente del C.N.F. di casa nostra), in cui è stata invitata l'U.N.A.E.P. quanle componente rappresentativa della pubblica avvocatura italina.
Per la nostra Unione Nazionale ha partecipato l'avv. Andrea Magnanelli, Capo Avvocatura Capitolina e Segretario Nazionale dell'Unione.
L'invito ad U.N.A.E.P. è nato dall'esigenza sorta nella realtà forense di quel Paese di studiare gli ordinamenti degli altri Stati, e in specifico di quello Italiano, per dare sistematicità al proprio.
In particolare, gli avvocati della pubblica amministrazione turca lamentano un trattamento giuridico economico estremamente insoddisfacente, addirittura inferiore a quello degli altri dipendenti pubblici turchi.
Ciò che ha impressionato è l'organizzazione della Turkiye Barolar Birligi, poiché il lussuoso albergo dove si teneva la conferenza (e dove hanno ospitato il rappresentante UNAEP) è di proprietà dell’Unione stessa.
...Come se UNAEP possedesse un lussuoso hotel!
Mi sorge un dubbio: non è che dobbiamo aumentare un po' il contributo associativo/sindacale?
All'Assemblea Nazionale l'ardua sentenza....
L'invito ad U.N.A.E.P. è nato dall'esigenza sorta nella realtà forense di quel Paese di studiare gli ordinamenti degli altri Stati, e in specifico di quello Italiano, per dare sistematicità al proprio.
In particolare, gli avvocati della pubblica amministrazione turca lamentano un trattamento giuridico economico estremamente insoddisfacente, addirittura inferiore a quello degli altri dipendenti pubblici turchi.
Ciò che ha impressionato è l'organizzazione della Turkiye Barolar Birligi, poiché il lussuoso albergo dove si teneva la conferenza (e dove hanno ospitato il rappresentante UNAEP) è di proprietà dell’Unione stessa.
...Come se UNAEP possedesse un lussuoso hotel!
Mi sorge un dubbio: non è che dobbiamo aumentare un po' il contributo associativo/sindacale?
All'Assemblea Nazionale l'ardua sentenza....
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