sabato 11 agosto 2012

CNF 3/8/2012 Professioni, puntare sulla riforma forense: il Dpr è illegittimo e insufficiente. L’avvocatura ha bisogno di uno Statuto per legge 

Professioni, puntare sulla riforma forense: il Dpr è illegittimo e insufficiente. L’avvocatura ha bisogno di uno Statuto per legge 

Puntare ad ottenere il via libera del Parlamento alla riforma forense, che disegna un ordinamento forense veramente innovativo sviluppando in una cornice organica le stesse previsioni del Dpr professioni (contiene infatti già da tre anni la previsione dell’obbligo di formazione permanente, di assicurazione obbligatoria, di tirocinio qualificante) e aggiungendo i necessari e insopprimibili tasselli mancanti, come la disciplina dell’accesso e del procedimento disciplinare, le specializzazioni, l’equo compenso per i praticanti, un tirocinio integrato dalla frequenza delle Scuole forensi,una disciplina delle società tra avvocati che tutela l’affidamento del cliente.
Solo una riforma organica, attesa da 70 anni, può ridisegnare una professione strategica per la giurisdizione e per il sistema Paese.
E’ la prospettiva verso la quale il Cnf continuerà ad impegnarsi nei prossimi mesi, convinto della illegittimità e insufficienza del regolamento sulle professioni approvato dal Consiglio dei ministri il 3 agosto scorso.
Per questo il Cnf ha ritenuto il mancato stralcio dell’Avvocatura, professione riconosciuta dalla Costituzione, un attacco al diritto di difesa, visto che per lo Statuto dell’avvocatura, soggetto imprescindibile della giurisdizione, serve una legge dello Stato.
Il regolamento infatti non rispetta le specificità delle professioni e inspiegabilmente non esclude dal suo ambito di applicazione gli avvocati che, come i medici, svolgono una attività relativa a diritti costituzionalmente riconosciuti.
Il presidente Guido Alpa, in una intervista al Sole 24 Ore, ha spiegato che la riforma dell’ordinamento forense è lungamente attesa dalla categoria e riguarda argomenti fondamentali, come quello dell’accesso, che il regolamento non tocca affatto.
Oltre i rilievi sul merito, il Cnf ha espresso gravi perplessità sulla disciplina in esso contenuta, in alcuni passaggi di chiara impronta dirigista ed esorbitante dai poteri regolamentari dell’Esecutivo. E si è riservato di adire ogni rimedio giurisdizionale per segnalare le illegittimità.
Il Cnf rileva che ancora oggi, nonostante la richiesta al Governo della presidente della commissione giustizia Giulia Bongiorno, supportata dai 4/5 dei componenti della Commissione, di esprimersi sulla sede deliberante in commissione giustizia alla camera, l’esecutivo inspiegabilmente non ha ancora dato risposta.
 Leggi il Comunicato stampa

http://fe-mn1.mag-news.it/nl/n.jsp?f-.Ba6.3XA.L_.Ev.DT2u

PROFESSIONI, IL CNF: IL MANCATO STRALCIO DELL’AVVOCATURA DAL REGOLAMENTO È UN ATTACCO AL DIRITTO ALLA DIFESA DEI CITTADINI E ALL’AUTONOMIA DELLA PROFESSIONE-3/8/2012

http://www.consiglionazionaleforense.it/site/home/area-stampa/comunicati-stampa/articolo7581.html

PROFESSIONI, IL CNF: IL MANCATO STRALCIO DELL’AVVOCATURA DAL REGOLAMENTO È UN ATTACCO AL DIRITTO ALLA DIFESA DEI CITTADINI E ALL’AUTONOMIA DELLA PROFESSIONE

03/08/2012 - Il Consiglio nazionale forense all’esito della riunione del consiglio dei ministri di oggi: “Valuteremo il ricorso ai rimedi giurisdizionali per contestare la illegittimità del dpr. Sarebbe inspiegabile il mancato assenso dell’Esecutivo al passaggio di deliberante della riforma forense”
Roma. Il mancato stralcio dell’Avvocatura, professione riconosciuta dalla Costituzione, dal regolamento sulle professioni approvato oggi dal consiglio dei ministri, è un attacco al diritto di difesa. Per lo statuto dell’avvocatura, soggetto imprescindibile della giurisdizione, serve una legge dello Stato. Il regolamento non rispetta le specificità delle professioni e inspiegabilmente non esclude dal suo ambito di applicazione gli avvocati che, come i medici, svolgono una attività relativa a diritti costituzionalmente riconosciuti. 
Il Cnf non può che stigmatizzare questo approccio, prima che sul merito, innanzitutto sul metodo di legiferare in materia di professioni e di avvocatura e si riserva di adire ogni rimedio giurisdizionale per denunciare la illegittimità del regolamento. 
A questo si aggiungono le gravi perplessità che suscita la disciplina in esso contenuta, in alcuni passaggi di chiara impronta dirigista ed esorbitante dai poteri regolamentari dell’Esecutivo.
Il Cnf peraltro attende di conoscere la decisione del Governo, che a quanto risulta si è riservato di comunicarla la prossima settimana, circa l’assenso al passaggio in commissione giustizia alla camera in sede deliberante della riforma forense. Un rifiuto sarebbe inspiegabile e inusuale in una dialettica istituzionalmente corretta con il Parlamento, attesa la chiara volontà parlamentare in questo senso. 

Claudia Morelli 
Responsabile Comunicazione e rapporti con i Media 
Mobile 0039 3402435953 
E mail: claudiamorelli@consiglionazionaleforense.it
 

Convegno 17 giugno 2012 - Messaggio Presidente della Camera Fini

Giornale di Napoli 1 febbraio 2012

Il Giornale di Napoli-Patto tra avvocati pubblici

La Sicilia del 9giugno 2011

L'avvocato garante dello Stato di diritto, tutela e indipendenza