mercoledì 7 ottobre 2015

#Palermo9ottobre Vivacità e stile per affrontare temi pesanti come #anticorruzione #integrità nella PA




Venerdì 9 ottobre, dalle 15.00 e fino alle 19.00, si svolgeranno a Palermo, al Palazzo dei Normanni nella prestigiosa Sala Gialla di Piazza Indipendenza 1, i lavori del convegno "La riforma della P.A.: quale futuro per la pubblica amministrazione fra norme anticorruzione e integrità. Valori deontologici delle professioni per il sistema anticorruzione".


L'evento è accreditato con numeri e valori di tutto rilievo: 5 crediti formativi totali di cui 2 di deontologia, che soprattutto nell'ultima parte dell'anno sono preziosissimi! 

La registrazione inizierà alle 14,30 visto l'alto numero dei. partecipanti.
Dopo la registrazione dei 160 partecipanti, si svolgerà un evento formativo vivace e innovativo, modulato sul genere "talkshow".

Due saranno infatti le sessioni di dibattito, di circa un'ora ciascuna.

Nella prima sessione, moderata dall’avv. Antonella Trentini, segretario nazionale dell'UNAEP (Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici), vi sarà il confronto su "Le riforme della P.A. fra norme anticorruzione e contesti etici", con l'on. Gianpiero D'ALIA, la Cons. Maria CAPPELLANO del TAR Palermo, l'Avv. Giuseppe Massimo DELL'AIRA, avvocato distrettuale dello Stato, l'Avv. Fabrizio DALL'ACQUA, Segretario generale del Comune di Palermo, il Dott. Maresciallo Giovanni SABATINO, sociologo dell'Arma dei Carabinieri e l'avv. Giovanni DI VINCENZO, avvocato dell'Inail.

La seconda sessione, moderata dall'avv. Tiziana Cignarelli, segretario generale della FLEPAR INAIL (Associazione avvocati professionisti tecnici sanitari), si concentrerà su "I valori deontologici delle professioni per il sistema anticorruzione nella PA", con l'on. D'ALIA; l'on. Nino LO PRESTI, componente CGARS, l'avv. Francesco GRECO, presidente dell'Ordine degli avvocati di Palermo, l'avv. Maria Stella PORRETTO, membro del direttivo UNAEP Regione Sicilia e l'avv. Giulio GERACI, coordinatore dell'Avvocatura comunale di Palermo. 

UNAEP e FLEPAR INAIL hanno già sperimentato da oltre un anno (Milano Marittima 2014, Roma e Torino 2015), questa formula innovativa che rende il convegno molto vivace, sul modello dei talkshow, caratterizzato da domande e interlocuzione tra i vari relatori. 

Già dal 2008 l’Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici unitamente a FLEPAR INAIL, hanno iniziato un percorso di studio e approfondimento sui temi dell’anticorruzione. 
Quella che si svolgerà a Palermo sarà dunque una tappa di questo lavoro, il seguito del seminario che abbiamo organizzato con l’avvocato Rossomando alla Camera dei Deputati nel febbraio scorso e a Torino il 25 settembre.

Parleremo, dunque, di anticorruzione. Ma ad ogni "meta" accostiamo un argomento diverso che ad esso si correla. 

Nella precedente "tappa"di Torino era ‘trasparenza e legalità negli appalti pubblici’. 
Venerdì 9 ottobre a Palermo tratteremo di anticorruzione collegata alla riforma della Pubblica Amministrazione. 
Il senso è che ogni volta cerchiamo di aggiungere un momento di assoluta attualità. Venerdì prossimo, ad esempio, sarà esaminata la neo approvata riforma della P.A., che è una legge delega, per la quale si rendono ancora necessari un certo numero di decreti delegati al fine di darvi attuazione piena.

Il dibattito sarà quindi molto utile, considerando anche che a Palermo si confronteranno tutti gli attori della riforma: da un lato la Pubblica Amministrazione, destinataria della riforma, dall’altro i magistrati che devono poi far rispettare la legge, gli avvocati che devono prevenire (in sede consultiva) o difendere (in sede giurisdizionale) le scelte e il lavoro della P.A. 

In più, questa volta, abbiamo introdotto una novità: sarà infattipresente un sociologo dell'Arma dei Carabinieri, esperto di reati associativi/corruttivi, che arricchirà il dibattito da due punti di vista, quello dello studioso di fenomeni sociali illeciti, e quello dell'investigatore sul campo.

Cerchiamo dunque di trattare la materia da tutte le angolazioni: politica, amministrativa, del foro, della curia e delle forze dell'ordine specializzate.

L'imponente risposta dei colleghi, con la loro iscrizione, è il miglior auspicio di un pomeriggio proficuo. 

lunedì 28 settembre 2015

Si spengono le luci su Torino .. ma non su #anticorruzione #integrità

 I lavori di Torino si sono conclusi.

E' stato un bellissimo momento di analisi, confronto, studio.


La partecipazione, anche in questa occasione, è stata davvero alta: la sala principale da 100 posti era piena e così pure la contigua sala da circa 50, collegata in video a circuito chiuso.





Si ringraziano gli onorevoli Rossomando, Esposito, Giorgis.

Il Sindaco Fassino, il vice presidente della Regione Piemonte Reschigna.

Il direttore generale del Comune di Torino Montanari e il capo Avvocatura Spinelli.

Le parti sociali, UIL, CISL, CGIL e CNA, nelle persone dei segretari regionali del Piemonte.

Si ringrazia il Cons. Orefice della Corte dei Conti, il presidente Salamone del Tar Piemonte.

Il Cons. Corradino, alla fine, ha fatto davvero l'impossibile intervenendo via telefono!

Soprattutto si ringraziano i partecipanti tutti e la "socia" Tiziana Cignarelli, poiché il connubio FLEPARINAIL-UNAEP continua a dare frutti meravigliosi.


I lavori sono stati ripresi in streeming, che può essere vista al sito:



Queste le immagini dell'evento:
























E ORA CI VEDIAMO A PALERMO!

venerdì 18 settembre 2015

Alla conquista del palazzo dei Normanni il 9 ottobre #FleparInail #Unaep

La "tappa" torinese sta per essere raggiunta...il 25 settembre è dietro l'angolo!

In contemporanea abbiamo lavorato alla "tappa" di Sicilia: Palazzo dei Normanni sta per essere (un'altra volta) terreno di conquista.

Dopo fenici, greci, normanni, svevi... arriviamo noi, gli avvocati pubblici..THE NEW CONQUERORS!

Si parlerà di RIFORMA DELLA P.A., di QUALE FUTURO fra le più recenti norme ANTICORRUZIONE in rapporto ai CONTESTI ETICI dell'INTEGRITA' che deve caratterizzare chi riveste un munus publico.


Questa volta, visto che siamo avvocati, intendiamo dare spazio agli ORDINI, interrogandoci insieme a loro ed ai colleghi del libero foro, sui VALORI DEONTOLOGICI DELLA PROFESSIONE quale argine per il SISTEMA ANTICORRUZIONE.


Le personalità presenti sono di elevatissimo livello e si confronteranno in questa bellissima SALA GIALLA, secondo il vivace dibattito che caratterizza i talk show, suddivisi in due "sessioni" di un'oretta ciascuna, moderate dai segretari delle due Associazioni organizzatrici: @PresidenteUnaep e @FleparInail





Ma i veri protagonisti saranno i Colleghi, i dipendenti delle Amministrazioni interessati ai percorsi di riforma, i Colleghi del libero foro interessati a partecipare al dibattito che permea i valori della nostra, comune, bellissima professione.

Tutti potranno colloquiare con gli ospiti relatori.

Vi aspettiamo davvero in tanti.







martedì 8 settembre 2015

Si riparte da Torino...il giro d'Italia #UNAEP

Si riprendono le attività di UNAEP, malgrado, insieme a Flepar Inail, dai rispettivi luoghi di "riposo" non si abbia mai abbandonato: infatti, abbiamo lavorato alla preparazione di ben due Convegni/Tavole rotonde, che si svolgeranno a TORINO IL POMERIGGIO DEL 25/9/2015 e a PALERMO IL POMERIGGIO DEL 9/10/2015.


Il "filo conduttore" che lega il percorso di attualità che stiamo perseguendo è la normativa "anticorruzione" dati gli importanti spazi che l'attività di legalità che le Avvocature in cui lavoriamo possono (e sono chiamate a) svolgere, a cui si collegano di volta in volta argomenti....ancora più "innovativi" sul piano legislativo e/o giurisprudenziale.
 


Il primo (Torino 25 settembre) è 
collegato alla rilevantissima (e attualmente in modificazione) materia degli APPALTI PUBBLICI, il cui relatore in Commissione al Senato è l'on. Stefano Esposito, partecipante alla tavola rotonda.




L'evento ha il seguente titolo:

Trasparenza e legalità negli appalti pubblici:
la riforma del Codice 
dei contratti e la nuova normativa anticorruzione.
Si svolgerà Venerdì 25 settem
bre 2015 in
Via Corte d'Appello n. 16, a partire dalle ore 14.30, con la registrazione dei partecipanti.
Dalle ore 15.00 si aprono i lavori con i saluti del "padrone di casa", il Sindaco di Torino, On. Piero Fassino, cui faranno seguito i saluti del dott. Aldo Reschigna, Vice Presidente Regione Piemonte, e del Prof. Avv. Salvatore Sica, nuovo Vice Presidente Scuola Superiore Avvocatura - C.N.F.
I lavori saranno introdotti dall'Ing. Gianmarco Montanari, direttore generale Comune di Torino.
La Tavola Rotonda sarà coordinata dall'On. Avv. Anna Rossomando, Ufficio di Presidenza Camera dei Deputati, e, secondo il modello sperimentato alla Camera dei Deputati lo scorso 20 febbraio, dall'Avv. Antonella Trentini, Segretario Nazionale U.N.A.E.P., e dall'Avv. Tiziana Cignarelli, Segretario Generale FLEPAR INAIL.

Alla Tavola parteciperanno esponenti politici, del mondo giudiziario, dell'Autorità anticorruzione e le parti sociali, sia dal versante "lavoro" (CGIL, CISL e UIL), sia dal versante "datoriale".
Saranno con noi, in particolare:
l'on. Stefano Esposito, relatore Senato codice appalti, il Cons. Vincenzo Salamone, Presidente della seconda sez. del Tar Piemonte, il Cons. Mauro Orefice, magistrato della Corte dei conti d'Appello, l'On. Andrea Giorgis, componente Comm. affari Cost. della Camera, il Cons. Michele Corradino, componente Anac nonché Consigliere di Stato, Alberto Tomasso, segretario regionale CGIL, Alessio Ferraris, segretario regionale CISL, Giovanni Cortese, segretario regionale UIL e Filippo Provenzano, Segretario regionale CNA Piemonte.

L'evento, oltre che di rilievo culturale, lavorativo lo è anche sul piano professionale essendo accreditato per la formazione permanente degli Avvocati, con n. 4 crediti FORMATIVI secondo il Regolamento CNF.

Il secondo evento di grande rilievo è quello che si svolgerà a Palermo il 9 ottobre prossimo, nella prestigiosissima Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, sede del più antico parlamento d'Europa. 

L'evento è titolato: La Riforma della P.A.: quale futuro per la pubblica amministrazione, fra norme anticorruzione e integrità. Valori deontologici delle professioni per il sistema anticorruzione. 

Dalle 15 alle 19 saranno impegnati a discutere in una Tavola rotonda di elevata caratura, durante la prima sessione: l'On Avv. Giovanni Ardizzone, Presidente Assemblea Regionale Siciliana, il prof. Avv. Salvatore Sica, Vice Presidente della Scuola Superiore Avvocatura, l'avv. Francesco Greco, Presidente dell'Ordine Avvocati di Palermo, l'On. Avv. Nino Lo Presti, Presidente onorario UNAEP nonché componente CGARS, l'avv. Antonella Trentini, Segretario Nazionale UNAEP, l'avv. Tiziana Cignarelli, Segretario Generale FLEPAR INAIL.
Nella seconda sessione, moderata dall'avv. Porretto, invece, si affronteranno temi più tecnici relativi al percorso di riforme dell'architettura istituzionale con: On. Avv. Gianpiero D'Alia, presidente commissione affari regionali della Camera, la prof. Cristina Cavallaro, Università di Palermo, la dott.ssa Maria Cappellano, magistrato TAR Palermo, l'avv. Fabrizio Dall’Acqua, Segretario Generale del Comune di Palermo e Responsabile Prevenzione della Corruzione del Comune, il Cons. Michele Corradino, componente ANAC, il dott. Giovanni Sabatino, sociologo, Arma dei Carabinieri, esperto in analisi dei fenomeni corruttivi, mafiosi, dei colletti bianchi, ecc., nonché l'avv. Giovanni di Vincenzo, collega dell'Avvocatura INAIL di Trapani. 

Anche in tal caso l'evento è interessante ai fini della formazionepermanente, assegnando ben 5 crediti, di cui 2 pregiatissimi, perché deontologici!



Si riporta poi la parte di mail già trasmessa, sui primi progetti Associativi cui dovremo attendere:



"SUL PIANO ASSOCIATIVO/SINDACALE, GLI IMPEGNI SARANNO NUMEROSI.Per tale ragione sarà necessario l'aiuto di tutti, la DISPONIBILITA' DI TUTTI A METTERE AL SERVIZIO UN PO' DEL PROPRIO TEMPO a favore degli altri e, ovviamente, le "intelligenze" che, se messe in comune fra noi, sono davvero tante e sfaccettate.

I primissimi impegni a cui occorrerà attendere sono:
- NUOVA COSTITUZIONE DELLA SEZIONE PIEMONTE, ove gli iscritti sono veramente numerosissimi, COSI' COME PURE IN PUGLIA: a tal fine è appunto necessario che qualche collega decida di dare la propria disponibilità candidandosi per la segreteria regionale;- Parimenti è necessario RICOSTITUIRE LA SEZIONE CAMPANIA, in cui si era dimesso in maggio il collega Di Mauro.- Abbiamo alcuni "adiuvandum" che in autunno giungeranno a definizione con sentenza e su cui, sperando in esiti positivi, daremo informazione e relativi provvedimenti.- Ancora. E' stato avviato il percorso di AFFILIAZIONE ALLA UIL al fine di essere già pronti e partecipare ai tavoli nazionali di trattative quando partirà lo sblocco dei contratti conseguente alla sentenza della Consulta n. 178/2015 (immagino all'inizio dell'anno nuovo), per cercare di portare a casa il ruolo separato. Nella prossima settimana verranno prese le ultime decisioni al riguardo. La scelta dovrebbe essere stata determinata da una maggior attenzione che ci è stata riservata da questo sindacato della triplice. Fra le mie condizioni c'è stato:* non pretendere alcuna iscrizione a UIL da parte degli iscritti UNAEP, ma lasciare alla discrezionalità dei singoli e, comunque, pro futuro;* uso della nostra sigla e logo ai tavoli;* canale di comunicazione diretta fra vertici nazionali.- Sempre per non lasciare nulla di intentato in merito all'OBIETTIVO "RUOLO SEPARATO", peraltro normativamente previsto dal d.lgs 165/2001 (art. 40) e confermato dal d.lgs. 150/2009 (Brunetta, art. 54), ABBIAMO PRESO UN PRELIMINARE CONTATTO CON UN RINOMATO PROFESSORE GIUSLAVORISTA romano (al cui incontro preliminare è andato il vice segretario), per verificare se sia possibile una qualche azione giudiziale al riguardo.Pare di sì. Pertanto, avremo un incontro più decisivo in esito al quale POTREBBE ESSERE UTILE CHE UNAEP PROMUOVA COME PARTE RICORRENTE UN GIUDIZIO INNANZI AL TRIBUNALE DEL LAVORO QUALE ASSOCIAZIONE SINDACALE PER L'OTTENIMENTO DEL RUOLO SEPARATO, legislativamente previsto e mai attuatose non per la sola categoria "avvocati parastato".
L'idea è che vi sia una evidente disparità di trattamento fra "lavoratori comparabili" ai sensi della Clausola 4 della Direttiva 70/1999/CE (divieto discriminazione fra lavoratori comparabili), così come definiti nella Clausola 3 della Dir. medesima. Questa in sostanza il punto sottoposto al professore, al fine di fargli valutare la percorribilità o altra tesi utile allo scopo (violazione della libertà sindacale? violazione di legge? discriminazione fra lavoratori avvocati? ... vedremo che si tira fuori e soprattutto se vale la pena).

Sono al riguardo gradite osservazioni e/o riflessioni sul punto che vi ho segnalato, per arricchire l'argomento di spunti da portare poi all'attenzione del professore.

giovedì 6 agosto 2015

Buone ferie #UNAEP

BUONE FERIE A TUTTI GLI ISCRITTI 
(E ANCHE AI NON ISCRITTI, MA CHE VORREBBERO ESSERLO ....),
con questo "bilancio" di attività, da gennaio a luglio 2015:








-  9 convegni già svolti,organizzati da UNAEP, anche in collaborazione con FLEPAR INAIL, ANLUI e UNAA;

        - 3 neonati, Alice, Gaia e Greta (senza
                                             collaborazioni...);

- 8 interventi ad adiuvandum a tutela degli iscritti;

         - numerosi interventi (con R/R via PEC) verso pubbliche amministrazioni e società private interamente pubbliche;




- superati di molto i 500 iscritti;





       

     - audizioni ed emendamenti presentati per la Riforma della P.A.;

- una assemblea straordinaria;

     -  Statuto nuovo; 

- molto altro fatto ... ed in cantiere!

IN ALTRE PAROLE, COLLEGHI NON POSSIAMO ABBASSARE LA GUARDIA, DOBBIAMO MARCIARE UNITI E COMPATTI, CAMMINARE TUTTI NELLA STESSA DIREZIONE PER MIGLIORARE LA PUBBLICA AVVOCATURA, NELL'INTERESSE DEI SINGOLI E DELLE NOSTRE AMMINISTRAZIONI.

Un caro buone ferie a tutti!

Il Segretario Nazionale
                                                         

martedì 16 giugno 2015

Only the brave... #UNAEP



Ecco l'emendamento sottoscritto da on. prof. Giorgis, On. avv. D'Alia, On. Bianchi, on. Micucci
I parlamentari lungimiranti e coraggiosi si vedono anche in queste occasioni: quando si tratta di sostenere chi non ha lobby, chi non è potente...ma neppure forte.
Grazie!



giovedì 11 giugno 2015

Riforma P.A.: UNAEP su A.C. 3098

In sede di audizione presso la Camera dei Deputati, il 3 giugno scorso, l'Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici ha offerto una visione d'insieme della P.A. che travalica e attraversa i "tre comparti" ipotizzati nel disegno di legge sulla riorganizzazione della pubblica amministrazione, approvato dal Senato in prima lettura (con l'A.S. 1577) e ora all'esame della Camera (A.C. 3098).  

La seduta, come di consueto, è stata registrata in diretta streaming con la WebTV della Camera.

Il link è il seguente:


In sede di audizione, UNAEP ha depositato nei termini una propria relazione illustrativa alla proposta di emendamento da inserire nell'art. 9 dedicato alla dirigenza, sulla base degli unici due esempi di "ruolo separato avvocati" esistenti: parastato (avvocature INAIL e INPS-exINPDAP) e sanità.
Quest'ultima in verità incisa dal ddl in questione con la perdita del ruolo separato avvocati.
UNAEP è partita dalla considerazione che anche l'on. Relatore del presente testo normativo, On. CARBONE, ha evidenziato come “La nostra amministrazione è ricca di professionalità che non meritano di essere travolte dalla rappresentazione decadente che si da della pubblica amministrazione, perché le persone devono essere il motore del cambiamento. Per questo occorre valorizzare al meglio le competenze che abbiamo secondo un principio: le persone giuste, al posto giusto per un tempo giusto. Lavorare nel pubblico deve tornare ad essere un prestigio e una ambizione per i giovani”.

Se ciò è vero, la professionalità degli avvocati dipendenti iscritti all'albo degli avvocati-elenco speciale, non è stata però presa in esame.

Prendendo dunque spunto dalla importante considerazione dell'On. Relatore, e collegandoci a quanto abbiamo esposto per la prima volta nelle Commissioni un anno fa in occasione del DL 90/2014 - in cui ci era stato consentito di far conoscere l''avvocato degli enti pubblici' e le immense differenze fra noi ed altre avvocature più titolate (si è rammentato come fosse emersa evidente l'assenza di uniformità di trattamento giuridico ed economico fra avvocati pubblici in generale e, in specie, anche all'interno del medesimo comparto contrattuale), mentre la disciplina dei compensi professionali veniva applicata in modo identico a situazioni giuridiche (ed economiche) che però erano totalmente differenti.

Abbiamo voluto evidenziare che la regola dovrebbe essere quella di preoccuparsi di regolare le “parti economiche” di una categoria solo dopo aver disciplinato lo "stato giuridico" dei lavoratori che vi appartiene; nel caso che ci riguarda, è stato sempre il contrario: le sole norme dettate per gli avvocati pubblici (code contrattuali del 2000, artt. 27 e 37; finanziaria 2006, art. 1, finanziaria 2014, art. 1, comma 457 oggi abrogato; comma 208; art. 9, DL 90/2014), sono intervenute sempre ed esclusivamente per incidere sulla parte di retribuzione formata dai compensi professionali resi a fronte di una prestazione (professionale appunto) richiesta, ed espletata vittoriosamente.

Permane, quindi, una totale assenza di regole in materia ordinamentale.

La norma de qua accomuna lo stato giuridico della “professione” (forense) alla dirigenza amministrativa, professionale (genericamente intesa) e tecnica. Prevede modalità d'accesso uniche per queste categorie, incompatibili con la specificità dell'accesso alla pubblica avvocatura, atteso che la professione forense comporta attitudini e capacità diverse da quelle del restante personale amministrativo, tecnico e gestionale.
Anche sulla formazione permanente l'avvocato della P.A. ha obblighi legislativamente fissati dall'art. 11, L. 247/2012, che sono del tutto diversi da quelli della totalità degli altri dipendenti pubblici, verificabili, valutabili e sanzionabili dai Consigli dell'Ordine d'appartenenza, non certo da un organo nazionale amministrativo.

Quanto ai criteri fissati nel comma 1, lettere e), f), g), h), si osserva che non sono applicabili agli avvocati degli enti pubblici, atteso che gli “incarichi” sono quelli connessi allo ius postulandi, il dipendente avvocato deve avere per legge (forense) una assegnazione all'avvocatura/ufficio legale “stabile e continuativa”, e non caratterizzata da “precarietà”, come suffragato dalla giurisprudenza costante e dal C.N.F. ai fini dell'iscrizione all'elenco speciale ed alla sua permanenza in esso. Inoltre, manca totalmente il carattere della “rotabilità” degli incarichi, poiché non esiste fungibilità di prestazione professionale fra l'avvocato e qualunque altro dipendente.

Il successivo punto i) esula dalla prestazione professionale svolta dall'avvocato in house, poiché l'attività forense non costituisce “obbligazione di risultato” e, come tale, non valutabile ai fini del conferimento di successivi incarichi difensivi.

Il punto l) contempla un tipo di responsabilità (prettamente legata all'attività “gestionale”) che, per l'avvocato della P.A. è, da un lato, vietata quale corollario del divieto di svolgere attività amministrativa e/o gestionale (pena il conflitto d'interessi fra difeso e difensore), sancito dalla L. 247/2012 e dalla giurisprudenza; dall'altro lato la legge forense prevede l'obbligo di assicurazione professionale per tutti gli avvocati, siano essi dipendenti pubblici o libero professionisti.

Ciò detto, si rammenta che l'assenza di regole comuni determina troppo spesso l'intervento curiale (Giudici del lavoro, dei TAR e della Corte dei Conti), per affermare i primari principi a valere per i lavoratori professionisti avvocato; inoltre, siffatta anomia in molti casi sfocia in comportamenti arbitrari e/o non conformi alle norme sulla trasparenza degli incarichi, dei concorsi, con una creatività normativa secondaria infinita, determinata proprio dalla mancanza di una norma di parametro, eccezion fatta per la nuova legge professionale (art. 23, L. 247/2012).

La riforma della pubblica amministrazione è quindi un importantissimo passo per modernizzare il nostro Paese e allineare posizioni disallineate fra professionisti che svolgono la medesima professione. In Italia vi è un solo modo di “fare” l'avvocato, dentro o fuori una pubblica amministrazione.

In periodi di grande crisi riteniamo che sia importantissimo farle davvero le riforme, non solo annunciarle. Riteniamo che occorra avere coraggio di ascoltare anche voci non forti e provvedere secondo le migliori pratiche a tutto (ed esclusivo) vantaggio della nostra pubblica amministrazione.
Come tutti i cambiamenti, anche l'odierna riforma viene vissuta da alcuni con timore. Noi andiamo contro corrente e pensiamo invece che i cambiamenti debbano essere vissuti come opportunità e come arricchimento.

Anche in questa Riforma l'opportunità e l'arricchimento sono evidenti: vi è la possibilità di dotare di regole uniformi una categoria di professionisti ad oggi inquadrata in ruoli amministrativi (avvocati funzionari-Contratto di Comparto) e in ruoli gestionali (avvocati dirigenti-Contratto dirigenza), incompatibili con la legge professionale vigente (ma anche con quella precedente del 1933).

Si rammenta che sin dal T.U. del pubblico impiego del 2001, poi con la c.d. “legge Frattini”, L. n. 145/2002, era stato previsto un “ruolo separato” per i professionisti iscritti in elenchi o albi speciali.

Tuttavia, solo nelle avvocature del parastato e, in certi casi, anche per la Sanità, è stata osservata la legge dello Stato Italiano, inserendo nel contratto della dirigenza, il “ruolo separato” per i professionisti. Lo stesso “ruolo separato” che si propone con il presente emendamento.

Nell'odierna riforma, così come sottoposta alla Camera, gli “avvocati della pubblica amministrazione” non vengono presi in esame, accorpando i ruoli per Comparto e basta. Anzi, anche laddove era presente il “ruolo separato”, come appunto nella Sanità o nel parastato, pare essere eliminato, includendo “nel suddetto ruolo unico della dirigenza amministrativa, professionale e tecnica..”, con un evidente errore di valutazione o conoscenza, come avvenne nella prima versione dell'art. 9 DL 90/14 lo scorso anno, in contrasto con la legge (norme citate) e la giurisprudenza.

Si vuole ricordare che l'avvocato dell'ente pubblico (rectius: l'avvocatura in house), produce enormi risparmi di pubblico denaro, determinati dall'espletamento di una professione che, se reperita all'esterno, comporterebbe spese ingentissime a carico dei bilanci pubblici (certificato dalla Corte dei Conti). In altre parole, il costo per la finanza pubblica del dipendente-avvocato in house può dirsi, di fatto, autofinanziato.

In assenza di un "ruolo separato", soprattutto alla luce dell'attuale L. 247/2012, art. 23, l'Avvocatura pubblica potrebbe correre il rischio di dover uscire dall'Albo, perché l'inquadramento nelle odierne categorie "dirigente" o "funzionario" dell'avvocato sono ritenute dal giudice della nomofilachia (cfr. Sezioni Unite n. 5896/2005, costante), incompatibili con la professione forense, atteso il divieto assoluto di svolgere funzioni amministrative e/o gestionali, sancendo che agli avvocati pubblici sia espressamente interdetta ogni attività gestionale o amministrativa, poiché in contrasto con la professione forense.

Malgrado ciò l'attuale configurazione giuridica (anche) degli avvocati della P.A. iscritti all'albo, elenco speciale è qualificata “personale con ruolo gestionale o amministrativo", a seconda che si tratti di funzionari avvocato (CCNL comparto) o dirigenti avvocato (CCNL dirigenza).

Siamo poi del tutto consapevoli che esiste la clausola di cui all'art. 17, comma 2, L. 196/2009, in base alla quale, nel caso in cui l'attuazione di decreti legislativi determini nuovi o maggiori oneri al bilancio della P.A., che non trovino compensazione al proprio interno, essi sono "congelati", cioè non possono essere emanati se non successivamente (o contestualmente) all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che prevedano lo stanziamento delle risorse finanziarie occorrenti.
In altre parole, la proposta UNAEP - per la fase di prima applicazione - mira ad ottenere il "ruolo separato avvocati" sul solo piano ORDINAMENTALE, di modo che non essendovi oneri finanziari nuovi o maggiori, i decreti legislativi possano essere emanati: gli avvocati pubblici devono essere tutti uguali quanto ad autonomia, indipendenza, trattamento giuridico, differenziandosi solo per fasce retributive, le quali dovranno essere poi regolate in sede contrattuale non appena lo sblocco dei contratti verrà disposto.

Per questo abbiamo ritenuto che una riforma così ambiziosa, che si propone di regolamentare con rigore il personale della P.A., incidendo radicalmente su una dirigenza di ruolo e selezionata per concorsi veri, seria, impermeabile e capace, non possa obliterare che identica scelta deve riguardare i professionisti che la P.A. difendono e la loro rigorosa selezione, affinché la P.A. abbia la certezza di aver reperito le migliori competenze a ricoperto “i posti giusti al momento giusto” per servire da “stimolo ed ambizione per i giovani”. E nella fase di applicazione del "ruolo separato avvocati" dovrà valutare chi davvero esercita la professione forense ai fini dell'inserimento nel ruolo, in cui una volta entrati per concorso, la carriera deve avvenire per esperienza e professionalità, come avviene nella professione forense ovunque sia esercitata.

L'attuale assenza di norme non può garantire questa selezione dei migliori, atteso che con troppa regolarità si assiste all'assegnazione alle Avvocature – in specie degli enti locali - di personale assunto con procedure di selezione per servizi totalmente differenti (ad es. anagrafe, polizia municipale, contratti, ragioneria, ecc.).

Così come è in procinto di essere istituito il sistema della dirigenza pubblica, articolato in ruoli unificati e coordinati, aventi requisiti omogenei di accesso e procedure analoghe di reclutamento e fondati sui principi del merito, dell'aggiornamento, della formazione continua, UNAEP ha espresso l'opinione che è necessario prevedere un simile sistema per gli oltre 6000 avvocati della P.A. italiana, ad oggi privi di qualsivoglia regolamentazione.

Perchè come dice il Relatore On. Carbone, "La nostra amministrazione è ricca di professionalità che non meritano di essere travolte dalla rappresentazione decadente che si da della pubblica amministrazione, perché le persone devono essere il motore del cambiamento".

L'AVVOCATURA PUBBLICA HA GIA' SCALDATO IL PROPRIO MOTORE.
E' PRONTA PER IL CAMBIAMENTO.