martedì 15 ottobre 2013

Quando Robin Hood non riesce più a trovare la foresta di Sherwood... L'avvocato dipendente, i pregiudizi e la spending review....

Questa favola inizia con un dato strutturale sull’economia italiana: i nostri governanti ("il Re e i suoi Scagnozzi") impongono tasse su tasse ai cittadini ("poveri"), al nobile fine di far ripartire i consumi.
Un fine meritorio.
Un fine che "pensiona" Robin Hood, il quale - a queste condizioni - non trova più la foresta di Sherwood, ha perso la bussola...E perché? Perchè sarebbe disdicevole rubare al "Re e ai suoi scagnozzi" per ridare ai poveri i soldi sottratti loro dalle tasse.....e impedire così il rilancio dell'economia!

E' allora il caso di spiegare a Robin Hood come oggi più che mai il leggendario eroe sarebbe necessario, perchè le politiche economiche di tagli e spending review colpiscono solo i (nuovi) poveri, prevalentemente dipendenti che lavorano 10 ore al giorno, i pensionati e pochi, pochi altri.

A questo punto......CARO ROBIN HOOD,
TI SCRIVO PER RACCONTARTI COSA SI E' INVENTATO IL GOVERNO PER LA SPENDING REVIEW
Vero è che la riduzione della spesa pubblica deve essere al centro dei provvedimenti più urgenti, ma la spesa pubblica, cari i nostri "RE", non sono soltanto gli stipendi di chi lavora nel settore pubblico, sono anche le regalie per i componenti del Governo, dei (troppi) parlamentari, sono gli stipendi d'oro di mananger pubblici (che altro  non fanno che produrre buchi e fallimenti di aziende), è il patrimonio immobiliare pubblico non valorizzato e costoso, è la situazione di disfunzione cronica della giustizia, sono oltre 8000 Comuni di cui la gran parte di pochissimi abitanti, ecc..
Questi dati incidono sul PIL italiano con percentuali da paura! Altro che gli stipendi dei lavoratori!
Il 4 ottobre scorso, cioè 10 giorni or sono, per "tagliare" un po' gli stipendi, è stato ....aggiunto uno stipendio, immagino non da poco e fuori dai tagli di spending: il Consiglio dei Ministri ha visto bene di nominare un tal Cottarelli quale Commissario per la Spending Review, il quale resterà ben tre anni sulle nostre spalle!
Effettivamente serviva!
Effettivamente ne sentivamo la mancanza!
Ma pensate, poverino, che vitaccia farà. Si legge che lo sventurato avrà un "gravoso incarico", quello "di rivedere e contenere la spesa pubblica eliminando gli sprechi presenti nella PA e migliorando la qualità dei servizi per i cittadini".
Ho letto l'intervista ad un certo Massimo Micucci, il quale ha dichiarato che "all’interno della Pubblica Amministrazione si formano gruppi di pressione di natura istituzionale" e, per tale motivo,“il percorso che aspetta il dottor Cottarelli è complesso. Il suo programma si dovrà confrontare con due delle lobby più forti presenti nella PA: la dirigenza della funzione pubblica e i sindacati".
Ma va bene così. Va bene tutto.

Ora però circola una bellissima bozza di legge di stabilità (pubblicata ieri integralmente dal Corriere.it), dalla cui lettura a Robin Hood è venuto voglia di riprendere l'arco e le frecce appesi al chiodo... Perchè quando intacchi gli stipendi in maniera così consistente ed ingiusta (ingiusta perchè ai veri boiardi di Stato (Amato docet...) non tagli neppure un'unghia, il popolo si affama e, è noto, che "il popolo affamato fa la rivoluzion".

L'art. 11, comma imprecisato dopo il c. 18, dice:

" A decorrere dal 1 gennaio 2014, i compensi professionali liquidati a seguito di sentenza favorevole per le pubbliche
amministrazioni ai sensi del regio decreto 27 novembre 1933, n. 1578 o di altre analoghe disposizioni legislative o contrattuali, in
favore dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e ss mm, nonché del personale dell’Avvocatura dello Stato, possono essere corrisposti al predetto personale nella
misura massima del 50%.
Le somme provenienti dalle riduzioni di spesa di cui al presente comma sono versate annualmente dagli enti e dalle amministrazioni dotate di autonomia finanziaria ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato. La disposizione di cui al precedente periodo non si applica agli enti territoriali e agli enti, di competenza regionale o delle province autonome di Trento e di Bolzano del SSN" .

Un capolavoro!

Il succo del discorso è il seguente:
il giudice condanna Tizio a pagare all'avvocato una somma xy e io ente pubblico ne intasco la metà.

Un furto...
Anzi, visto che siamo avvocati, diamo il nome proprio: una appropriazione indebita!!!
L'art. 646 c.p. recita: "Chiunque per procurare a sè o ad altri un ingiusto profitto, si appropria di denaro o cosa mobile di cui abbia, a qualsiasi titolo il possesso, è punito a querela della persona offesa, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a € 1.032".  
Ebbene, il denaro che il giudice, condannando il soccombente a pagare all'avvocato, destina al professionista e che passa attraverso il possesso (partita di giro) dell'Ente, viene da questo trattenuto.
Sarebbe come dire che, il cliente del libero professionista, corrisponde solo la metà degli onorari al suo difensore, trattenendo per sé l'altra metà!

Se questo sarà, e se Robin Hood non interverrà, non resta che la querela.

Posto che mi pare di dubbia Costituzionalità una disposizione quale questa, ove una legge generale (L. di stabilità) interviene su una legge speciale (legge forense), determinando disparità di trattamento fra professionisti (quelli dipendenti, i quali vedranno illecitamente trattenuta la metà del denaro introitato dall'Ente in nome e per conto del professionista, e quelli libero professionisti che percepiranno l'intero della somma liquidata dal giudice).

Robin Hood pensaci tu....





martedì 1 ottobre 2013

L'agmen quadratum dell'U.N.A.E.P. ....In altre parole, al mio segnale scatenate l'inferno!

Sabato 28 settembre 2013, a Napoli, è iniziato un nuovo corso dell'UNAEP-Unione Nazionale degli Avvocati degli Enti Pubblici.

IL PRIMO SEGNO TANGIBILE E' STATO LA CREAZIONE DELLA TESSERA DI ISCRIZIONE... 

L'Assemblea/Direttivo ha eletto i nuovi Organi dell'Unione: Presidente Nazionale: Avv. Antonella Trentini (Avvocatura Comunale di Bologna); Vice Presidente Nazionale: Avv. Andrea Magnanelli (Avvocatura di Roma Capitale); Tesoriere Nazionale: Avv. Lucia Iacoboni (Avvocatura Comunale di Ascoli Piceno); Segretario Nazionale: Avv. Fabio Maria Ferrari (Avvocatura Comunale di Napoli); Collegio dei Probiviri: 1) Avv. Giulia Carestia (Avvocatura Comunale di Bologna); 2) Avv. Attilio Marino (Avvocatura Comunale di Napoli); 3) Avv. Annamaria Moramarco (Avvocatura Comunale di Milano); Collegio dei Revisori: 1) Avv. Gennaro Galietta (Avvocatura della provincia di Avellino); 2) Avv. Domenico Di Russo (Avvocatura Comunale di Napoli); 3) Avv. Paolo Radaelli (Avvocatura Comunale di Milano); Consiglio Direttivo: Avv. Antonella Trentini (Avvocatura Comunale di Bologna); Avv. Andrea Magnanelli (Avvocatura di Roma Capitale); Avv. Rosaria Violante (Avvocatura Comunale di Nocera Inferiore); Avv. Oscar Mercolino (Avvocatura Provinciale di Avellino); Avv. Aldo fanelli (Avvocatura Comunale di S.Giuliano Terme - PI); Avv. Francesco Zanlucchi (Avvocatura Regionale del Veneto); Avv. Tiziana Di Grezia (Avvocatura Comunale di Marano di Napoli); Avv. Francesco Di Leginio (Avvocatura Comunale di Latina); Avv. Giulio Geraci (Avvocatura Comunale di Palermo); Comparto Enti Territoriali: Segretario Avv. Sabrina Tosti (Avvocatura Comunale di Ascoli Piceno); Vice Segretario Avv. Carmine Gruosso (Avvocatura Comunale di Salerno); Comparto Sanità: Segretario Avv. Giampiero Mesco (Avvocatura ASL Napoli 1); Vice Segretario Avv. Patrizia Viozzi (Avvocatura ASUR Zona Territoriale 12 – San Benendetto); Comparto Economia e Finanza: Segretario Avv. Vincenzo Minì (Avvocatura Istituto Regionale per il Credito alla Cooperazione-Palermo); Vice Segretario Avv. Roberto Nasca (Avvocatura IRFIS Mediocredito della Sicilia S.p.A.-Palermo); Comparto Ricerca ed Università: Con la collaborazione/federazione avviata con l’Associazione Nazionale Legali delle Università Italiane-A.N.L.U.I., l’Assemblea delibera di affidare il Comparto ai federati A.N.L.U.I. per le iniziative a tutela della categoria (Presidente Avv. Vincenzo Reina, Avvocatura università di Catania.

Attualmente sono costituite le Sezioni Regionali:
  • Unaep Sicilia, Segretario uscente Avv. Sergio Di Salvo

  • Unaep Marche, Segretario uscente Avv. Gianni Fraticelli

  • Unaep Emilia-Romagna, Segretario uscente Avv.
Benedetto Ghezzi


  • Unaep Lombardia, Segretario uscente Avv. Salvatore
 Pezzulo

Risultano in predicato di costituzione le Sezioni regionali

Toscana (Avv. Caterina Siciliano),

Piemonte (Avv. Luca Catalano e Avv. Giuseppe Licata),

Calabria (Avv. Giuseppe Naimo); l’Assemblea prende atto e

delibera di invitare i colleghi indicati a riunirsi per

la formalizzazione delle nuove Sezioni.

Ora è importante adottare l'ordine di marcia dell'esercito romano in territorio nemico: il cosiddetto agmen quadratum, dove in testa ed in coda c'erano le due legioni consolari, ai lati le ali dei socii, al centro gli impedimenta delle legio e delle due ali.

Tale ordine di marcia, benché con differenti "classi" sociali (fanteria pesante, cioè gli opliti), truppe leggere (velites) e cavalleria, avevavo la caratteristica di combattere tutti insieme e in modo estremamente compatto, armati di lancia e spada, difesi da scudi, elmi e corazze, sì da formare un "muro di enormi scudi rotondi" parzialmente sovrapposti, in modo che il loro fianco destro venisse protetto dallo scudo del vicino commilitone.

I comandanti (ndr.: i dirigenti) romani erano spesso in prima linea, per dare dimostrazione del proprio coraggio ed impeto ai propri soldati (ndr.: opliti), ai fini del buon esito della battaglia.

L'obiettivo era e rimaneva uno solo: quello di far cedere lo schieramento opposto sfruttando la forza di sfondamento che la formazione compatta "a testuggine" comportava, cercando di incunearsi dovunque l'avversario si trovasse in maggiori difficoltà, e spezzare così le file nemiche. La spinta avveniva anche grazie alla pressione delle formazioni più arretrate che si accalcavano, premendo con grande impeto e sospingendo la propria prima fila contro il "muro" umano nemico. Sembrava di assistere ad una gara di forza, dove dopo alcuni ondeggiamenti iniziali di due "muri umani" ormai a stretto contatto, una delle due parti subiva l'inevitabile sfondamento e successivo travolgimento, fino alla sconfitta finale.

Da qui l'importanza che i comandanti delle retroguardie assumevano per dirigere la spinta da tergo. La fuoriuscita dalle linee del proprio schieramento di uno qualunque dei componenti, era pertanto considerata una colpa assai grave, non un atto eroico, e quindi punita anche con la morte.


In altre parole, è necessario agire compatti, con ordine ed evitare le defezioni.
Il nostro obiettivo è il contratto/area separato per gli avvocati.
Il nostro obiettivo è divenire coesi sempre di più, perchè solo l'UNIONE FA LA FORZA.

E adesso, al mio segnale scateniamo l'inferno.................

giovedì 12 settembre 2013

L'estate sta finendo.....Convocazione Assemblea Nazionale e Convegno Castel Capuano

www.unaep.com  


CONVOCAZIONE ASSEMBLEA NAZIONALE

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A norma dell’art. 11 dello Statuto è convocata l’Assemblea Nazionale in Napoli nella biblioteca di Castel Capuano, Via dei Tribunali, che si terrà in prima convocazione il giorno 27 settembre 2013 alle ore 8,00 e, ove non si raggiunga il numero legale, in seconda convocazione il giorno 28 settembre 2013 alle ore 14,00 per deliberare sul seguente Ordine del Giorno:
1) relazione del Presidente uscente;
2) approvazione del bilancio e del rendiconto;
3) elezioni del Presidente, Vice Presidente, Segretario Nazionale, Consiglio Direttivo, Collegio dei Probiviri, Tesoriere e Collegio dei Revisori;
4) elezioni dei Segretari Nazionali e dei Vice Segretari Nazionali dei singoli comparti;
5) implementazione Sezioni Regionali UNAEP;
6) adeguamento trattenuta UNAEP al minimo sindacale;
7) modifiche dello Statuto;
8) presa d’atto Confederazione ANLUI – Associazione Nazionale Legali Università Italiane;
9) definizione delle iniziative da assumere nell'ambito delle strategie di natura sindacale dell'associazione circa il Contratto separato. Collaborazione con altre sigle (es. FLEPAR – Federazione Legali Parastato);
10) varie ed eventuali.
Napoli, 10 settembre 2013
Il Presidente
Avv. Giuseppe Dardo

martedì 2 luglio 2013

Dialoghi da "bar" ... i pubblici dipendenti e gli avvocati pubblici. "Chi sono costoro?"

Il tema che sarà oggetto del Convegno del 5 luglio prossimo a Roma, in una sede emblematica - quella del TAR Lazio - ove proprio circa due anni fa era stata emessa la sentenza più nefasta (e per fortuna isolatissima) per la nostra componente dell'Avvocatura, intitolato 'Prospettive di riforma del reato di corruzione- Profili di responsabilita’ degli amministratori e dei dipendenti pubblici', offre lo spunto per alcune considerazioni sul RUOLO dell’Avvocato dipendente, ovvero su quelli che sono gli ELEMENTI DI CERNIERA tra il tema che sarà oggetto del Convegno di Studi sopra detto e l’Avvocatura pubblica.

Una digressione: nel fare colazione al bar, proprio questa mattina, fra un commento sugli acquisti del calcio mercato di Juve e Milan, e un caffè, un gruppetto di persone discuteva (in dialetto...) sul fatto che i dipendenti pubblici in Italia sono troppi, che in momenti di crisi i ranghi andrebbero "sfoltiti" in modo consistente, che sono tutti troppo vecchi (...sic..!), e che, come nel privato, bisognerebbe mandarli in cassa integrazione!

...Ma come? La cassa integrazione la paga lo Stato (come per il settore privato), quindi di che stanno parlando? Se paghi con denaro pubblico un dipendente ... pubblico per stare a casa, tanto vale che lavori. O sbaglio?

In ogni caso mi sono incuriosita ed ho notato varie cose: 

1)  In Italia dal 2001 il numero di dipendenti pubblici è calato del 4,7 per cento, mentre nel resto d'Europa gli addetti nel pubblico impiego sono cresciuti, soprattutto in Irlanda e in Spagna dove si è registrato un aumento rispettivamente del 36,1 per cento e del 29,6 per cento; altri paesi mostrano incrementi vicini al 10 per cento (Regno Unito 9,5 per cento e Belgio 12,8 per cento); infine, un altro gruppo di paesi mostra un trend crescente ma contenuto (in Francia del 5,1 per cento, in Germania del 2,5 per cento, nei Paesi Bassi del 3,1 per cento). L'Italia, risulta l'unico paese in cui, nei dieci anni considerati, il numero dei dipendenti pubblici si sia ridotto (Rapporto Eurispes e Uil-P.A., intitolato 'Dalla spending review al ritorno del Principe'). Pertanto, il rapporto di impieati nella Pubblica amministrazione ogni mille abitanti risulta essere di 58, mentre in Germania 54 e in Svezia 135...! Quindi, mentre dal 2001 il numero di dipendenti pubblici è calato in Italia, "nel resto d'Europa gli addetti nel pubblico impiego sono cresciuti, soprattutto in Irlanda e in Spagna dove si è registrato un aumento rispettivamente del 36,1% e del 29,6%. Altri paesi mostrano incrementi vicini al 10% (Regno Unito 9,5% e Belgio 12,8%). Infine, un altro gruppo di paesi mostra un trend crescente ma contenuto (in Francia del 5,1%, in Germania del 2,5%, nei Paesi Bassi del 3,1%). Fonte: Il Sole 24 Ore.

2) Quando si parla di dipendenti pubblici, NESSUNO (sottolineo nessuno) MAI rammenta che costoro SUPERANO CONCORSI PUBBLICI per diventare tali (se ci sono concorsi..), a differenza del dipendente privato che trova impiego (se lo trova..) per altri canali (amicizie, parentela, annunci, collocamento, ecc.). Nessuno mai rammenta che il dipendente pubblico è tenuto a lavorare nell'"esclusivo interesse della Nazione", mentre il privato lavoratore nel solo interesse della propria azienda o del proprio datore di lavoro.

3) Sono troppo VECCHI... E' vero. Aggiungo che sono (siamo) destinati a diventarlo sempre di più, dal momento che non ci sono più concorsi per assunzioni (cfr. blocco delle assunzioni), l'età pensionabile slitta sempre più in avanti (..per ora siamo fermi sui 65, ma ... cresceremo..!)

4) Fra i dipendenti pubblici (ritenuti TROPPI dalla pubblica opinione), ci sono PROFESSIONISTI dipendenti (ritenuti POCHI dai Saggi del Parlamento nel Rapporto sulla Corruzione in Italia) - fra cui gli AVVOCATI - che lavorano per l'interesse pubblico con dedizione, passione e impegno.
Parliamo di circa 6.000 avvocati dipendenti, a metà strada fra i liberi professionisti e i pubblici dipendenti, in prevalenza poco giovani (età comprese fra i 40 e i 60 anni), che hanno superato al pari dei colleghi libero professionisti l'esame di Stato per l'abilitazione alla professione e, IN PIU' rispetto ai colleghi liberi, hanno superato concorsi pubblici selettivi e duri per poter svolgere la loro professione per una pubblica amministrazione.

Si tratta di professionisti seri ed affidabili, competenti e, se proprio vogliamo, poco pagati rispetto alla mole di lavoro e, soprattutto, alla qualità di esso e dei risultati prodotti a favore dei cittadini (poiché alla fine lavorano per l'interesse pubblico: se le cause sono vinte, gli enti non sopportano condanne e quindi i cittadini risparmiano sulle tasse...Semplicistico, ma reale!). 
Sono professionisti, insomma, e ... non proprio da buttare!
Entro subito nel tema di ciò che è il Convegno con una considerazione: in materia di corruzione nella P.A., con una considerazione: in materia di corruzione nella P.A., basta essere informati ed attenti alle cronache per sapere che da circa vent’anni ci troviamo nel presente
.
 
Un parallelo: risulta dall’Archivio Storico del giorno 31/10/1996 su CorSera, che “gli episodi di corruzione sono molto più numerosi di quelli scoperti…Vi è un sistema nel quale la necessità di pagare tangenti per sveltire pratiche o concludere contratti, la dazione di denaro ai funzionari, il finanziamento illecito dei partiti, i fondi neri alle imprese e i redditi illeciti degli amministratori sono spesso assurti a regole generali: è possibile dunque ritenere che i casi scoperti non siano eccezioni, ma parte di una patologia ben più ampia”.

Invece la stampa recente titola: “Consulenze la grande abbuffata”, Fatto Quotidiano, 29/3/2012; “Patto anticorrotti nei Comuni”, Repubblica 23/3/2012; “Corruzione. Dalle mazzette alle cozze pelose”, Repubblica, 22/3/2012; ”Enti locali tra risparmi e rischi di corruzione…”, forumpa 2011.

Allo stesso modo è noto che già 16 anni or sono, con un rapporto di 73 pagine pubblicato dalla Camera dei Deputati, XIII legislatura, i professori Cassese, Pizzorno ed Arcidiacono certificarono che “se l’illegalità è tanto diffusa e la trasparenza così evanescente, parlare di buon governo, corretta amministrazione e certezza del diritto è pura finzione” (Capi I e V del Rapp del 1996); “Le forme di corruzione sono tanto diffuse nei rapporti tra imprese e sfera pubblica che hanno gonfiato la spesa, leso il buon funzionamento del mercato, ostacolato la selezione dei fornitori e dei prodotti migliori. L’entità di questa tassazione impropria, che da ultimo ricade sui cittadini, è di una gravità che sgomenta, danneggia l’economia del Paese perché viola le regole del mercato e limita la concorrenza economica, dilatando la spesa pubblica e il debito pubblico. Per i cittadini diventa una vera e propria tassa aggiuntiva”. Ancora: “i costi diretti e indiretti sono gravi e preoccupanti. I costi diretti sono migliaia di miliardi; i costi indiretti sono peggiori. Essi riguardano la crisi dei partiti, le disfunzioni delle istituzioni, l’indebolimento del patto sociale, l’evasione fiscale (falsificazione di bilanci, costituzione di fondi neri, ecc.) e, soprattutto, l’inefficienza della pubblica amministrazione. Proprio nella P.A. le conseguenze della corruzione sono più gravi perché: - incrina la fiducia dei cittadini; - peggiora i livelli di professionalità perché non conta il merito; - favorisce lo smantellamento degli apparati tecnici per far posto alle consulenze esterne appesantendo i bilanci delle amministrazioni” (è il caso recente dello smantellamento dell’Avvocatura di un Comune: centinaia di costituzioni di nuovi procuratori su cause in corso e, di conseguenza, spese elevatissime); -“induce altra corruzione”.

Concludevano i tre saggi nel 1996, alla pagina 51, § 4.12, che “una delle RAGIONI PRINCIPALI della corruzione è da rinvenirsi nella debolezza dell’Amministrazione, DATA DALL’ASSENZA O DALL’INSUFFICIENZA DEI RUOLI PROFESSIONALI. Il rimedio ipotizzabile è che L’ENTE LOCALE SI DOTI DI PROFESSIONISTI DIPENDENTI, ORGANIZZATI IN CORPI SEPARATI, con uno stato giuridico ed un trattamento economico che consentano di attrarre personale di preparazione adeguata. Non ci si deve illudere di poter acquisire le professionalità necessarie, se non si è poi disposti a pagare il loro prezzo, né che la corruzione abbia termine, finchè le Amministrazioni non abbiano superato questa loro debolezza».

Da recentissimi studi sulle consulenze esterne, ad esempio, è emerso che solo nei contenziosi legali -spesso affidati sempre agli stessi studi- i Comuni spendono milioni di euro, quando i costi per la difesa e consulenza legale attraverso le Avvocature in house sono estremamente contenuti.

Come si vede il tema è attualissimo. Ed è stato certificato da poco dalla Corte dei Conti (“la corruzione, il malaffare e l’illegalità sono ancora molto forti, molto più di come appare. Sono fenomeni notevolmente presenti nel Paese, le cui dimensioni sono di gran lunga superiori a quelle che vengono, spesso faticosamente, alla luce”).

Oggi, con la legge n. 190/2012 recante "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione" e il decreto legislativo n. 33/2013 recante "Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni" sono previste importanti novità per gli enti locali.

In particolare, nel d.lgs 33/13 viene delineata una definizione di trasparenza che si salda all’obiettivo principale che risulta, come più volte ribadito all’interno dello stesso decreto, essere quello dell’accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni.

L’obiettivo della trasparenza risulta altresì funzionale a quello di prevenzione e lotta alla corruzione di cui alla legge 190/2012.

Mi chiedo e vi chiedo provocatoriamente: MA SARA’ SUFFICIENTE STABILIRE PER LEGGE COMPORTAMENTI CHE LA COSCIENZA CIVICA E L’ONESTA’ PERSONALE DOVREBBERO ESSERE SUFFICIENTI A SUGGERIRE?

In un film di Gassman (“In nome del popolo italiano”) l’attore diceva che “la corruzione è l’unico modo per sveltire gli iter e quindi incentivare le iniziative”. Ma qui non stiamo in un film. E l’ironia diviene amara per chi opera con serietà e dedizione all’interno della pubblica amministrazione a presidio della legalità e della giustizia come l’Avvocatura pubblica.

Ecco il punto. QUELLO DEGLI AVVOCATI DIPENDENTI, il corpo di professionisti di cui parlavano i “tre saggi”, È UN COSTANTE IMPEGNO PER LA RICERCA DELLA “QUALITÀ AMMINISTRATIVA” DEI PROVVEDIMENTI POSTI IN ESSERE DAGLI ENTI, IL TUTTO FINALIZZATO AL PERSEGUIMENTO DEL PUBBLICO INTERESSE, E NON IL SEMPLICE INTERESSE DEL PROPRIO CLIENTE.

E’ un percorso di virtuosità ed economicità il ruolo che l’Avvocatura degli enti locali quotidianamente offre agli interlocutori: IL RUOLO DI RIFERIMENTO TECNICO AFFIDABILE, DI SENTINELLA DELLA LEGALITÀ, contribuendo umilmente, ma con professionalità e dedizione, all’ACCRESCIMENTO del funzionamento della giustizia e, mediante l’importante quanto silenziosa opera di consulenza, alla DIMINUZIONE dei fenomeni di corruzione.
Una punta d’orgoglio: DESIDERO EVIDENZIARE CON COLORE ROSSO CHE NESSUN AVVOCATO PUBBLICO, MAI, È STATO COINVOLTO IN DELITTI CONTROLA P.A. (quali la corruzione), COME ACCADUTO TROPPO SPESSO PER ALTRI PROFESSIONISTI DIPENDENTI E AMMINISTRATORI (tecnici in particolare: geometri, ingegneri, architetti, medici, psicologi, ecc.).

Ecco cos’è l’Avvocatura pubblica: il luogo dove il RUOLO si fonde con la PERSONA. Non c’è posto fra noi per il dipendente “8-14”; c’è invece un’Avvocatura proiettata nel futuro, verso la modernizzazione della P.A., ma nel rispetto dei “valori” storici della professione, che si riappropria del suo passato, ovvero delle motivazioni per le quali è “nata”, identiche a quelle dell’Avvocatura di Stato: il bisogno di assicurare alla P.A. il consiglio di “uomini” di legge, avvertito sin da epoca remota.

Rammento che le prime avvocature comunali furono costituite proprio a Bologna (dal 1848 si ha la prima documentazione ufficiale in epoca preunitaria, ma documenti storici individuano Azzone da Bologna come giureconsulto del municipio bolognese già dal 1116), poi Roma nel 1894, e Napoli nel 1889.

Uomini” (e donne) di legge che prestano la loro opera alle dipendenze di enti pubblici con obbligo assoluto di esclusiva. Non esiste per noi l’intra moenia ed extra moenia. Non esiste la presenza contemporanea in ufficio…e in studio privato.

GIA’ QUESTI ELEMENTI PRESERVANO L’UMANO AGIRE DA TENTAZIONI....

E proprio perché la professione forense è la stessa, qualunque sia l’ente per cui si opera, L’OBIETTIVO NOSTRO È SOSTENERE L’AUTONOMIA E L’INDIPENDENZA DI GIUDIZIO, QUALE CONDIZIONE NECESSARIA PER L’ISCRIZIONE ALL’ELENCO SPECIALE (come sancito da Cass. SU e CNF), CON UNO STATUS UNIFORME, COME ACCADE PER L’AVVOCATURA DELLO STATO, CHE SVOLGE LA NOSTRA STESSA FUNZIONE.
Questo e’ il nostro modo di declinare la “dignità”. come sostenuto dalla commissione dei tre professori nel 1996.

Purtroppo la realtà è diversa.

L’avvocatura pubblica, ad eccezione di quella dello Stato, non possiede uno status giuridico comune all’interno di enti uguali e, a maggior ragione, fra enti diversi; anzi non possiede proprio uno status; né gode di trattamenti economici uniformi, né uniformi collocazioni organizzative nelle macrostrutture degli enti, e neppure contrattuali. SIAMO TUTTI GIURISTI E SAPPIAMO CHE L’ANOMIA GENERA ARBITRIO. E se la vita professionale dell’avvocato rimane in balia della voluntas del singolo amministratore, allora non può parlarsi di giudizio libero, con buona pace per qualsiasi norma in materia di corruzione. Fermo restando l’aggravio qualitativo-quantitativo dovuto ai giudizi instaurati dagli avvocati per riconoscere i loro diritti e da questi vinti a fronte di difese temerarie degli enti.

Questo è stato rappresentato al Ministro della Pubblica Amministrazione e Semplificazione, compentente per le nostre questioni e pure per l’attuazione della trasparenza e anticorruzione.

In particolare oggi, con l’art. 23 della L. forense, siamo un’opera incompiuta. Incompiuta perché molte legislature hanno visto proporre disegni di legge dimenticati, come sanno bene i parlamentari qui presenti (p.di l. Vietti, Cola, Tucci); incompiuta perché tutte le leggi sul pubblico impiego pur prevedendo sezioni separate di contrattazione, sono puntualmente disattese, incompiuta perché anche le più recenti norme (art. 23, appunto, poi art. 54 dlgs 150/2010, modificativo dell’art. 40 dlgs 165/01) prevedono aree di contrattazione separata per particolari professioni, ma rimangono disapplicate.

Consoliamoci pensando che, seppur incompiuta, siamo comunque un’opera. E le opere hanno valore. Lo sanno bene i nostri Enti, non foss’altro per gli effetti benefici sui bilanci che produciamo, certificati dalle Sez Riun Corte Conti, parere n.51 del 4 ottobre scorso.

OSCAR WILDE DISSE CHE “IL SENSO DEL DOVERE È UN’ORRIBILE MALATTIA”…PENSO SIA VERO! E NOI NE SIAMO INSANABILMENTE AFFETTI.

E, seppur controvento, IL NOSTRO SENSO DEL DOVERE CI SPINGE A NON ARRENDERCI, A LOTTARE PER QUEL “RUOLO SEPARATO” CHE RAPPRESENTA IL SOLO BALUARDO DI GARANZIA DELL’AUTONOMIA ED INDIPENDENZA DAL CONDIZIONAMENTO POLITICO DELL’AVVOCATURA, poiché non possiamo consentire che il nostro “cliente”, ancorché nostro “datore di lavoro”, sia parte di un Paese “a civiltà limitata” qual è un Paese che si regge sull’illecito.

IL TUTTO NELLA CONSAPEVOLEZZA CHE UN VERO PIANO EFFICACE CONTRO LA CORRUZIONE DELLA P.A. NON PUÒ PRESCINDERE DALLA CONOSCENZA PROFONDA DELLE SPECIFICHE NORME -giuridiche e di comportamento- CHE L’AVVOCATO DIPENDENTE MATURA, attesa la LAW SATURATED SOCIETY (Rodotà), in cui si opera. I saggi, non la sottoscritta, l’hanno certificato.
E’ dunque tutto in salita. Ma le vie tortuose e difficili sono le più interessanti, almeno consentono di mantenere alta l’attenzione!

E allora si spera che il legislatore, oltre ad averci concesso uno spazio di attenzione, “ASCOLTI ANCHE LE VOCI CHE SEMBRANO INUTILI”, quale quella degli avvocati pubblici, per trasformare una “brutta stagione” in una in cui “speranza e pulizia” tornino a rappresentare il nostro Paese. Proprio le crisi peggiori hanno sempre portato buoni frutti.

Concludo con un pensiero ancora attualissimo di Calamandrei, pur se scritto nel 1940: “nel principio della legalità c’è il riconoscimento della uguale dignità morale di tutti gli uomini, nell’osservanza individuale della legge c’è la garanzia della pace e della libertà di ognuno. Attraverso l’astrattezza della legge, della legge fatta non per un solo caso ma per tutti i casi simili, è dato a tutti noi di sentire nella sorte altrui la nostra stessa sorte”.

Gli avvocati pubblici per avere uguale dignità morale attendono regole che oggi esistono per un solo “caso”. Ci vuole poco a “farla per tutti i casi simili”.


lunedì 17 giugno 2013

Al via la collaborazione fra le "anime" della pubblica Avvocatura - Convegno Roma, 5 luglio 2013



L’AVVOCATO PUBBLICO TRA NORME ANTICORRUZIONE TRASPARENZA ED INTEGRITÀ DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI, GARANZIE COSTITUZIONALI E NUOVO ORDINAMENTO FORENSE
Nel rilancio di garanzie e di potenziamento di legalità che il sistema pubblico–privato nella sua complessità richiede, il ruolo dell’Avvocato pubblico rappresenta il punto di snodo reale e già insito nell’ordinamento di Enti Pubblici, che le recenti norme sull’integrità ed anticorruzione nelle PP.AA., nonché in parallelo quelle specifiche di riforma dell’ordinamento forense conducono a valorizzare.

Da un lato, infatti, la legge 6 novembre 2012, n. 190 reca disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione; dall’altro la legge 31 dicembre 2012 n. 247, di riforma l’ordinamento forense, riordina e pone in evidenza garanzie e prerogative di ruolo per l’Avvocato dipendente di Ente Pubblico, iscritto all’Albo Speciale.

L’avvocato “pubblico” – in virtù della profonda conoscenza delle organizzazioni interne delle Amministrazioni, nonché della posizione di autonomia e stabilità per la trattazione degli affari legali degli Enti - può costituire il più significativo punto di riferimento per i nuovi modelli organizzativi di prevenzione per l’anticorruzione, la trasparenza e l’integrità dell’agire amministrativo. L’obbligo di esclusività del rapporto di lavoro con l’unico Ente pubblico di appartenenza caratterizza in maniera unica la figura dell’Avvocato interno all’Ente, confermandone la posizione di garanzia e la naturale idoneità al ruolo di presidio di legalità nella Pubblica Amministrazione.
La giornata di studio del 5 luglio (che sarà seguita da altri appuntamenti che si terranno l’11 ottobre 2013 a Roma ed il 15 novembre 2013 a Bologna) ha l’obiettivo di sollecitare un confronto tecnico, giuridico e politico–istituzionale, volto ad individuare e delineare, intersecando le previsioni delle predette normative, forme e modalità di piani di prevenzione in materia, per la tutela delle pubbliche amministrazioni.

L’importanza e la delicatezza del tema hanno indotto la Scuola Superiore dell’Avvocatura, Fondazione del Consiglio Nazionale Forense, la FLEPAR – Federazione Legali del Parastato, con l’Associazione Avvocati INPS, l’Associazione Avvocati ex INPDAP e l’Associazione Avvocati INAIL, nell’ambito del protocollo di intesa, in collaborazione con l’UNAEP, un incontro di studio che si svilupperà in due giornate - la prima il 5 luglio e la seconda il giorno 11 ottobre 2013 - che vedrà la partecipazione di autorevoli relatori espressione dell’Avvocatura, della Magistratura, delle Professioni e delle Istituzioni.



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ASSOCIAZIONE AVVOCATI INAIL
F.LE.PAR.
www.avvocatinail.it
ASSOCIAZIONE NAZIONALE AVVOCATI INPS
aderente F.L.E.PAR. - C.I.S.L. - F.P.S.
Segreteria Generale
Via della Frezza, 17 - 00186 Roma
in collaborazione con F.LE.PAR. Associazione Avvocati ex INPDAP e U.N.A.E.P.
L’AVVOCATO PUBBLICO TRA NORME ANTICORRUZIONE TRASPARENZA ED INTEGRITÀ DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI, GARANZIE COSTITUZIONALI E NUOVO ORDINAMENTO FORENSE
Roma, 5 luglio 2013 dalle ore 14.00 alle ore 18.00
Sala conferenze del TAR Lazio, Via Flaminia n. 189

Saluti

Dott. Calogero Piscitello, Presidente Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio 

 Avv. Carlo Martuccelli , Scuola Superiore dell’Avvocatura

Avv. Tiziana Cignarelli Avv. Gino Madonia Avv. Piera Messina
Segretario Associazione Avvocati INAIL Segretario Associazione Avvocati INPS Segretario Associazione Avvocati ex INPDAP
Introduce

Avv. Giuseppe Lisi, Segretario Generale F.LE.PAR. – Federazione Legali Enti Parastatali

Modera Avv. Elvira Castellaneta, Avvocatura INAIL

Interventi

Aspetti e riflessi sull’attività della Pubblica Amministrazione

Dott. Luca Palamara, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma

Dott. Carlo Dell’Olio, Consigliere TAR Campania

Dott. Vittorio Raeli, Consigliere Corte dei Conti Puglia

Avv. Massimo Bachetti, Avvocatura dello Stato

Avv. Nino Lo Presti, Consigliere della Giustizia Amministrativa Regione Sicilia

Garanzie e ruolo dell’Avvocatura pubblica

Avv. Antonella Trentini, Dirigente Comune di Bologna - Vice Presidente UNAEP

Avv. Maria Assumma, Avvocatura INPS

Avv. Erminio Capasso, Avvocatura INPS

Avv. Giovanni De Luca, Avvocatura INAIL


Sarà data informazione agli Organi Parlamentari e di Governo competenti in materia del presente seminario, del programma e degli atti che perverranno anticipatamente.
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La partecipazione al seminario è gratuita. Le iscrizioni potranno essere effettuate on line dal sito: www.scuolasuperioreavvocatura.it o via e-mail all’indirizzo di posta elettronica: segreteria@scuolasuperioreavvocatura.it. Ai partecipanti verranno rilasciati n. 4 crediti formativi in materia di deontologia secondo le prescrizioni del Regolamento sulla formazione continua approvato dal Consiglio Nazionale Forense.
Comitato di coordinamento:per Associazione Avvocati I.N.A.I.L.: Avv. Piero Damasco, Avv. Giovanni De Luca, Avv. Roberto De Martino, Avv. Giacinto Grieco, Avv. Giovanni Silingardi; per Scuola Superiore dell’Avvocatura: Avv. Carlo Martuccelli, Avv. Vincenzo Comi