lunedì 17 giugno 2013

Un mercoledì da .... "D'Alia" (Ministro per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione


-Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici-
Atto costitutivo per notaio Dobici Bertone del 6.10.71 rep. 718018.Cod.fisc.96111300586
Organismo sindacale rappresentativo di categoria. Riconoscimento del Min. Lavoro n.14399/88


CIRCOLARE N. 4 / 2013

AT/ContrSepar/13.6.2013




Oggetto: Incontro con il Ministro D’Alia del 12 giugno 2013



Cari Colleghi,
ieri si è svolto un incontro presso il Ministero per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, con il Ministro On. Avv. Gianpiero D’Alia, incontro promosso dall’On. Avv. Nino Lo Presti, componente il CGA della regione siciliana, a cui ha partecipato il Vice Presidente, avv. Antonella Trentini.
L’impressione è stata ottima e il Ministro davvero ospitale e competente.
L’incontro si è incentrato sulla richiesta di applicazione dell’art. 23 della nuova legge forense, con particolare riferimento al contratto di lavoro degli avvocati dipendenti.
Ha illustrato le peculiarità della categoria - senza trascurare alcun particolare e parlando di UNAEP in modo più che lusinghiero - l’On. Lo Presti, che, si rammenta, è il Presidente onorario dell’UNAEP.
Il Vice Presidente avv. Trentini, vista la completezza delle argomentazioni già svolte dal l’On. Avv. Nino Lo Presti, ha brevemente rimarcato la necessità di portare a sistema ed unitarietà la categoria, troppo variegata a parità di professione svolta, operando sul trattamento giuridico affinché, nel rispetto degli orientamenti giurisprudenziali e normativi, l’autonomia ed indipendenza dell’avvocato pubblico diventino principio positivo nel superiore interesse pubblico e di buona amministrazione (che si traduce nell’economicità ed efficienza che devono caratterizzare l’operato di tutti gli "uffici" pubblici e, in specie, le Avvocature, vista la delicatezza delle questioni trattate).
Il Ministro, nel "tirare le fila", ha riassunto con chirurgica precisione quanto riferitogli. Nella sostanza, ha sconsigliato di puntare a discipline legislative (sul modello della legge dell’Avvocatura di Stato), poiché il passaggio parlamentare, com’è noto, costituisce sempre un percorso irto di insidie ed incerto nei risultati; ha invece suggerito di puntare al "contratto separato", poiché di pertinenza del proprio Ministero.
Egli a quel punto ha invitato a partecipare all’incontro i collaboratori del suo Gabinetto - Cons. Carpani, Cons. Storto, Cons. Naddeo - cui ha assegnato il compito di raccogliere gli elementi (proposte da parte nostra e documenti), per elaborare un testo di "contratto separato" in raccordo con la nostra Associazione.
I collaboratori del Ministro hanno convenuto che la strada dell’area contrattuale separata è la migliore, soprattutto perché la prossima settimana dovrebbe svolgersi un incontro fra il Ministro D’Alia e Ministro dell’Economia per ottenere lo "sblocco" della parte normativa dei contratti collettivi, ad oggi bloccati anche per la parte economica fino a tutto il 2014.
* * *
Nel pomeriggio si è svolto l’incontro congiunto con le altre associazioni rappresentative, in particolare FLEPAR (segretario generale: Tiziana Cignarelli), presente con avvocati sia dell’INPS, dell’ex INPDAP e dell’INAIL, per stabilire il modo di procedere condiviso e compatto.
E’ più che mai di importanza vitale che le varie "avvocature" pubbliche, oggi, facciano fronte comune per ottenere la reale autonomia ed indipendenza dell’avvocatura, affinché non sia solo l’enunciazione di un principio che per essere applicato obbliga il ricorso giudiziale (circoscritto alle parti in causa), ma diventi un punto fermo della nostra professione alle dipendenze della pubblica amministrazione.
In conclusione, qualora venga ottenuta la possibilità di lavorare sulle parti "giuridiche" dei contratti (cioè le parti normative), si procederà nel senso anzidetto.
I prossimi giorni ci vedranno quindi impegnati nell’elaborazione di uno schema di "area separata" da sottoporre al Ministro. Non appena i colleghi di FLEPAR e UNAEP saranno pronti con la "bozza", verrà inviata a tutti i colleghi.
Si rammenta l’importanza anche di partecipare alle occasioni formative di incontro, pur comprendendo che è un grande sacrificio quello di spostarsi, ma è sostanziale essere in tanti.

mercoledì 15 maggio 2013

ANKARA, L'UNIONE NAZIONALE FORENSE TURCA e L'UNIONE NAZIONALE AVVOCATI ENTI PUBBLICI

Il 12 maggio 2013 si è svolto ad Ankara in Turchia un importante evento nazionale organizzato dall'Unione degli ordini nazionali forensi Turchi (il corrispondente del C.N.F. di casa nostra), in cui è stata invitata l'U.N.A.E.P. quanle componente rappresentativa della pubblica avvocatura italina.
Per la nostra Unione Nazionale ha partecipato l'avv. Andrea Magnanelli, Capo Avvocatura Capitolina e Segretario Nazionale dell'Unione.

L'invito ad U.N.A.E.P. è nato dall'esigenza sorta nella realtà forense di quel Paese di studiare gli ordinamenti degli altri Stati, e in specifico di quello Italiano, per dare sistematicità al proprio.
In particolare, gli avvocati della pubblica amministrazione turca lamentano un trattamento giuridico economico estremamente insoddisfacente, addirittura inferiore a quello degli altri dipendenti pubblici turchi.
Ciò che ha impressionato è l'organizzazione della Turkiye Barolar Birligi, poiché il lussuoso albergo dove si teneva la conferenza (e dove hanno ospitato il rappresentante UNAEP) è di proprietà dell’Unione stessa.
...Come se UNAEP possedesse un lussuoso hotel!
Mi sorge un dubbio: non è che dobbiamo aumentare un po' il contributo associativo/sindacale?
All'Assemblea Nazionale l'ardua sentenza....

venerdì 26 aprile 2013

Non solo ragnatele..... Ovvero: curiosando in archivio della mia Avvocatura.

E' vero.

Faccio l'avvocato per passione, l'avvocato pubblico per scelta e vocazione, ma questa mia antica passione per la STORIA mi sta sempre più possedendo, non riesco a controllarla....

Che sia la faccenda del segno zodiacale e dell'ascendente: si dice che col passare degli anni prende il sopravvento l'ascendente sul segno zodiacale..
Chi mi sa spiegare che significa?
Sono scorpione ascendente leone, con luna ...spesso di traverso...!
;-)

Fuor di metafora, col tempo sto virando sempre più verso la storia e, per non vanificare anni di vita forense, sto cercando di incanalare questa trasgressione e tradimento della originaria passione, verso la storia dell'Avvocatura pubblica....
Un modo come un altro per sentirsi a posto con la coscienza...un tradimento piccolo piccolo..., ma solo per amore!

Un tradimento piccolo piccolo che mi ha però portato a spingermi sempre più giù, sempre più in basso: in archivio!

Ed ecco il punto: quando col tradimento ti spingi troppo in là, non puoi più farne a meno e, soprattutto, nulla rimane più come prima.

La vita, inevitabilmente, ti cambia.

Il mio primo incontro con le "antichità" dell'Avvocatura di cui faccio parte, raccolte di diritto risalenti al 1798, mi hanno procurato emozioni forti; scoprire che la mia Avvocatura è in possesso di tutti i volumi di Jurisprudentiae Concractae "Editio noviffima, ab erroribus qui in praecenditubus irrepferant, diligenter expurgata" ... rigorosamente in latino, non ha prezzo...e non c'è Mastercard che tenga!

Accecata dal desiderio divorante, sono scesa nel luogo del peccato più volte e le scoperte non sono mai terminate: ho trovato, infatti, in anonimi contenitori blu moderni (...puah!!) - ove solo la data scritta all'esterno con volgare pennarello nero indicava 1866 -  fascicoli d'udienza perfettamente conservati di 200 anni fa!

Capite? ...200 anni fa...!!!!

Mica brustolini!

Con bramosia peccaminosa ho sfogliato, violato, fotografato, queste meravigliose testimonianze di chi mi aveva preceduto, di chi si era seduto sulla mia sedia due secoli prima di me!




Vedere questa Postilla, scritta di pugno da uno dei miei predecessori nel 1866 è davvero un qualcosa di unico; la carta è una carta grossa, gialla, sembra quella del macellaio; l'inchiostro è persino in rialzo al tatto.


E' davvero libidinoso toccare queste cose...



Ma l'inquietudine, oramai, mi aveva sopraffatto. Irrequieta e impaziente, ho deciso: dovevano essere miei!



Sono scesa nuovamente in Archivio e ho fatto trasportare tutto nella mia stanza: ora sono felice. Ho desiderato, amato, posseduto, ed ora ho gli oggetti del mio desiderio, qui, sotto i miei occhi, a portata delle mie mani....

Ho rinvenuto un bando di concorso per Consulente Legale del 1934, anch'esso ingiallito e sbrecciato, ma stupendamente conservato. Mi ha rivelato quanto la mia Avvocatura fosse avanti anni luce ben prima dell'avvento dell'entrata in vigore della Carta costituzionale, in cui si sanciva che ai pubblici impieghi si accede per concorso:








                                            il Podestà Berardi già lo faceva ...
                                            bandendo un concorso pubblico
                                            per la ricerca di avvocati del Comune.

      
                                            Altroché l'odierna barbarica usanza di reperire amici degli amici,
                                            finti concorsi, ecc.!!!

Ma eravamo avanti anche rispetto ad altri grossi Comuni, i quali si servivano di avvocati del libero foro, o di avvocati cooptati pro tempore alla difesa del Comune .



Avrei mille altre cose da dire. Ma qui mi fermo.
Alla prossima...passione.




giovedì 28 marzo 2013

La responsabilità della pubblica amministrazione. Aggiornamento forense, cultura e tradizioni ad Ascoli Piceno


Anche quest'anno, l'Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici - U.N.A.E.P. si riunisce ad Ascoli Piceno, ove inaugura la stagione dedicata alla "formazione continua", divenuta obbligo di legge in conseguenza dell'art. 11, L. 31 dicembre 2012, n. 247, meglio nota come "riforma forense".                                   www.unaep.com
Nella cornice di Ascoli Piceno U.N.A.E.P. ha fissato uno dei propri tradizionali momenti d'incontro.

Nel suo centro storico, costruito quasi interamente in travertino, fra la ricchezza artistica e architettonica che lo contraddistingue, da anni organizziamo riuscitissimi Convegni, densi di soddisfazioni.

In questa bella città, oltre la "cultura forense", ci piace coniugare "cultura storica" e "tradizione", che ad Ascoli sono fortemente presenti, anche visivamente: basta pensare alle diverse torri gentilizie e campanarie presenti, tanto da essere indicata come la Città delle cento torri.
Nel centro storico si trova la rinascimentale Piazza del Popolo, davvero una tra le più belle piazze d'Italia.

Qui si trova l'Antico Caffè Meletti, edificio che conserva il fascino dello stile liberty, considerato il ritrovo dei personaggi più illustri, nonché punto d'incontro di cultura e di vita mondana.

La città è inoltre intrisa delle vicende storiche della famiglia Guiderocchi, della quale è conservato lo splendido palazzo, ora adibito ad hotel.

Alla fine del Quattrocento, infatti Ascoli subisce la tirannia di Astolfo Guiderocchi, da cui viene liberata nel 1506, da Giulio II. I Guiderocchi furono in sostanza dei tiranni, e pur tuttavia, la storia di questa famiglia è fusa  con quella della città, che li ha visti protagonisti per oltre 200 anni, e da cui furono esiliati.
Solo verso la metà del '500, il Consiglio degli Anziani di Ascoli dispose che la famiglia Guiderocchi fosse riammessa in città con l'approvazione papale, sicché Astolfo Guiderocchi poté rientrare in città assieme al figlio Gian Francesco, divenendo anche componente del Consiglio degli Anziani fino alla sua morte.

Il Consiglio degli Anziani si riuniva nel Palacium Populi, costruito fra il XIII e XIV secolo, già sede dei potenti che ebbero la signoria sulla città -come appunto Guiderocchi - e in seguito, diventato un "libero Comune", rimase destinato a sede della rappresentanza popolare della città.
Durante il ventennio fascista venne denominato Casa del Littorio
oggi è il Palazzo dei Capitani.

E' in questa cornice marchigiana che avvocati pubblici, avvocati del libero foro, giudici della Corte dei Conti, magistrati amministrativi, ordinari, professori universitari e pubblici amministratori, cercheranno di rileggere la responsabilità della pubblica amministrazione alla luce delle recenti innovazioni apportate dalla legge 6 novembre 2012, n. 190 (c.d. "legge anticorruzione"), e dal recentissimo schema di DPR contenente il nuovo Codice di comportamento dei dipendenti pubblici.

Alla prossima puntata l'esito della convention e, magari, qualche fotografia non di bei luoghi, ma di belle persone!


venerdì 15 marzo 2013

UNAEP all'inaugurazione dell'anno giudiziario TAR 2013


-Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici-
Atto costitutivo per notaio Dobici Bertone del 6.10.71 rep. 718018.Cod.fisc.96111300586
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Inaugurazione anno giudiziario 2013
TAR per l’Emilia-Romagna
Signor Presidente
Autorità
Colleghe e Colleghi

L’Avvocatura Pubblica considera un onore quello di poter prendere la parola anche quest’anno in questa solenne Cerimonia di “doppia” Inaugurazione.
Siamo oramai presenti alle aperture degli anni giudiziari in numerosi TAR italiani. Questo ci fa sentire parti integranti delle istituzioni del pianeta “amministrazione pubblica”, di cui pure i giudici amministrativi e l’Avvocatura dello Stato fanno parte. Al riguardo rammentiamo che l'appellativo "pubblica" accanto al termine "avvocatura", non é un copyright esclusivo, ma qualifica una funzione: l’interesse pubblico prima di tutto, che altro non è poi che l’interesse del cittadino.
Sarò brevissima. Evidenzio in ordine sparso alcuni punti di sostanza.
1° – Dal 2 febbraio è vigente lo Statuto dell’Avvocatura, al cui art. 23 si trova per la prima volta disciplinata l’Avvocatura degli enti pubblici. A questo importante traguardo l’Associazione - che oggi, qui, ho il privilegio di rappresentare - ha posto la massima attenzione, lavorando ad esso per l’intera passata legislatura, sia in fase propositiva, che emendativa e consultiva nelle sedi Parlamentari. Tale disposizione rende più evidente l’intreccio fra funzione della pubblica Avvocatura e funzione primaria della giustizia - ovvero la tutela dei diritti e interessi dei cittadini quale fine istituzionale della P.A.- marcando con maggior vigore la collaborazione con la Magistratura, con la quale siamo onorati di lavorare in piena armonia.

2° – Lo spettro delle materie che trattiamo, come ricordato dal Presidente, è amplissimo; ma vorrei rilevare che il contenzioso che emerge e qui giunge, è solo la punta di un iceberg, perché ciò che riesce ad essere composto mediante consulenza all’interno delle nostre Amministrazioni, grazie alla responsabilità, professionalità ed indipendenza degli avvocati pubblici, è quanto di più vasto e variegato si possa immaginare.
E ciò, crediamo, merita di essere sottolineato proprio in questa Sede, innanzi ai Magistrati a cui ci accomunano valori fondanti, quali la legalità, la buona amministrazione, la qualità e l’efficienza dell’azione amministrativa, profondamente radicati nelle donne ed uomini delle istituzioni di cui insieme facciamo parte, ciascuno con il proprio ruolo.

3° - L’aumento abnorme dei costi per l’accesso alla giustizia. E’ un problema grande che riporta alla mente come già nel 1954 Calamandrei ebbe a dire “La legge è uguale per tutti è una bella frase che, scritta sulla testa dei giudici, rincuora il povero; ma quando egli si accorge che per invocarla occorre quella ricchezza che non ha, allora la frase sembra una beffa alla sua miseria” . Riteniamo sia un dato da segnalare, perchè colpisce tutti. Anche la P.A., che alla fine siamo tutti noi. Al riguardo stiamo lavorando alla proposta da fare al nuovo Parlamento di “prenotazione a debito” del C.U. (come l’Avvocatura di Stato), da compensare con una corrispondente riduzione dei trasferimenti erariali. Vantaggi: enormi, poiché il tributo va corrisposto subito, mentre il trasferimento di norma tarda sempre.

Concludo: il difficilissimo momento che stiamo attraversando richiede a tutte le nostre Istituzioni ed a noi tutti, il massimo impegno nell’esercizio delle funzioni e la massima disciplina nell’accettazione dei necessari sacrifici. E visto che il segreto della giustizia sta in una sempre maggior umanità e in una sempre maggiore vicinanza umana tra avvocati e giudici, s

iamo certi, Presidente, di poterle assicurare che l’Avvocatura pubblica ed i suoi componenti, nel calcare quotidianamente da tutta la Regione queste Aule, faranno ogni possibile sforzo per essere all’altezza dei compiti loro affidati e delle funzioni costituzionali rivestite, nella convinzione che solo l’impegno sinergico di giudici, avvocati pubblici e libero foro, in momenti di così grave crisi economica, costituisca l’occasione per rimettere in gioco la propria passione per l’approfondimento e la voglia di costruire ed impegnarsi per il bene comune.

Sempre Calamandrei diceva: “la toga, uguale per tutti, riduce chi la indossa a fedele difensore del diritto”.

Voi la indossate, noi la indossiamo.

E’ con questi propositi e con spirito di servizio, che la pubblica avvocatura si accinge, signor Presidente, Magistrati, Autorità, Colleghi e presenti tutti, ad affrontare il nuovo anno giudiziario, augurando Buon Lavoro.